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Scissione? I cattolici Pd avanzino vere proposte

di Raffaele Caruso, membro dell'esecutivo Pd di Genova

«Resta difficile proporre un modello di vita sociale se non si ha un'idea precisa di cosa è l'uomo». Le parole del Vescovo di Albenga, riportate su questo giornale alcuni giorni fa in relazione alle turbolenze del Pd di Savona, colgono il nodo della proposta che il Pd vuole offrire al Paese - cioè l'elaborazione di un progetto frutto dell'incontro tra diverse culture politiche - e sembrano interpellare in primo luogo i cattolici del Pd cui è richiesto un impegno fedele al messaggio cristiano della centralità dell'uomo.
La rivendicazione degli "scissionisti savonesi" - che guarda caso sorge il giorno dopo in cuiviene messa in discussione la riconferma del presidente Bertolotto - non fa però alcun riferimento a queste preoccupazioni (l'unico problema concreto su cui Bertolotto ha ricevuto critiche è stata l'apertura alla Lega e alle ronde: è questo un tema caro ai cattolici?) e rileva piuttosto la difficoltà di una piccola parte della ex-Margherita di passare da un partito in cui contavano solo gli eletti ad uno in cui, ad ogni livello, sono costituiti organismi democraticamente eletti.
Non c'è dunque una questione cattolica alla base del malessere degli "scissionisti savonesi" (o più recente mente dell'ex senatore Banti) i quali meglio farebbero a non strumentalizzare tale questione. Perché in realtà una questione cattolica esiste eccome e con essa i cattolici del Pd devono misurarsi; non certo rinunciando alle proprie rivendicazioni, bensì mettendo in gioco la propria identità sul terreno della proposta politica: è di fronte alle questioni forti che il quotidiano pone all'uomo (un anziano o un malato terminale da assistere, un matrimonio in crisi, giovani che trovano difficoltà a sposarsi, coppie che non riescono a generare) che è possibile individuare un terreno di incontro ed è da qui che molti cattolici del Pd (tra i quali umilmente mi ritrovo) stanno ripartendo. Per dire di un modo diverso di declinare ivalori di fede, di un nuovo modo di intendere la laicità che, nel confronto quotidiano con gli altri, crei le condizioni perché alcuni temi cari ai cattolici possano anche diventare un patrimonio di tutto il Pd e di tutta la polis e possano essere fatti propri anche da chi non ha fede, ma riconosce in essi una risposta valida per l'uomo.
Di fronte a questo stile non si trovano resistenze: qui c'è la natura stessa del Pd. Non mancheranno scontri, ma su questa strada si troverà l'equilibrio per la maturazione di una classe dirigente capace di fare sintesi delle diverse identità, che non sono una leva per chiedere potere ma il terreno su cui far germogliare i semi di una progettualità nuova.