
18 luglio 2008 Porto
I lavoratori della CULMV non frenano il porto
Intervento di Simone Farello, Capogruppo Pd Consiglio Comunale Genova

Alcune considerazioni sul Porto e sulla vicenda che ha coinvolto la Compagnia Unica, sintomo di un malessere che dura da tempo, rischiando di portare il più importante comparto produttivo di Genova a una paralisi che non possiamo permetterci. La prima: ha ragione il Presidente Merlo nel perseguire all’interno del Porto il ristabilimento di regole troppe volte forzate o manomesse a favore di tutti i soggetti che vi operano, in nome di una specificità genovese che dietro i miti di una storia gloriosa era funzionale al mantenimento di interessi trasformatisi nel principale nemico di un mercato sano: in rendite corporative. La seconda: hanno ragione i lavoratori della CULMV a difendere il loro salario. La manomissione, reiterata, delle regole è avvenuta alla luce del sole, con atti sottoscritti da amministratori e operatori economici senza che nessuno alzasse ciglio. Non possono essere i lavoratori a pagarne il prezzo. Inoltre il Patto per il Lavoro del Porto di Genova, un legale accordo tra parti, ha garantito un bene prezioso: la pace sociale. Senza la quale non sarebbe stata possibile la crescita dello scalo. Va anche ricordato che la CULMV non è più l’aristocrazia operaia degli anni ’80 ma i lavoratori peggio pagati e più flessibili in un Porto dove la competitività si fa più con la contrazione dei costi che con la capacità di affrontare il mercato. Non sono questi lavoratori a frenare il rilancio delle banchine genovesi. Chi lo dice è fermo al dibattito di vent’anni fa e vede solo una parte del problema. La priorità di tutti deve essere quindi il superamento di una visione conservatrice della politica portuale prodotta da un blocco corporativo che non risparmia nessuno: la vicenda del Multipurpose è l’emblema di una realtà ripiegata su sé stessa, dove conta la difesa di piccoli interessi e non la costruzione di una dimensione internazionale per cui servono investimenti e capacità industriali di grande respiro. Ha ragione la Sindaco Vincenzi quando vede, insieme alle opere infrastrutturali, nella capacità di attrarre grandi Compagnie, la possibilità di Genova di affermarsi come primo Porto del Mediterraneo. Purtroppo la forzatura delle regole è servita a garantire la distribuzione di risorse limitate: di quelle che ci sono, non di quelle che potrebbero esserci. Tutelare la legalità è la prima condizione per una nuova politica: che dobbiamo cominciare a praticare subito, coinvolgendo tutti, anche il Governo, superando ogni resistenza a un cambiamento che serve al Porto e alla sua crescita. E’ un interesse della comunità che pensiamo debba essere affrontato anche con un dialogo tra Istituzioni e Magistratura. Simone Farello Capogruppo Pd Consiglio Comunale Genova

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