
23 luglio 2008 Porto
"La nostra città ha bisogno di uno sviluppo del porto, ma sostenbile"
Marta Vincenzi a conclusione della seduta monotematica del Consiglio Comunale sul porto

“E’ importante che il Presidente Merlo sia qui oggi, nel cuore della città e a confronto con i consiglieri - conclude la giornata dedicata alle prospettive del porto l’intervento della Sindaco Marta Vincenzi -. La condivisione degli ordini del giorno rappresenta in pieno l’esigenza di vedere la città con il porto al suo fianco. Gli aspetti urbanistici sono un modo diretto per interloquire sullo sviluppo del porto: i concetti espressi nella conferenza strategica di ottobre, quando ancora Merlo non era Presidente, sono simili alle parole ascoltate oggi. La nostra città ha bisogno di uno sviluppo del porto, ma sostenbile: quanto più è forte lo sviluppo con investitori che vedono e credono nella forza del porto, quanto più possiamo portare avanti la sostenibilità. Deve passare l’idea che la città punti sull’innovazione tecnologica, su un trasporto ferroviario più forte e diverso, sul territorio che trova oltre Appennino il completamento del suo sviluppo. Porto e città, attraverso Urban Lab lo stanno facendo. C’è la volontà piena del Comune di innovare nella tecnologia ed è in questo senso che vorrei oggi siglare, con un momento simbolico, qui in Consiglio, le bozze di due protocolli d’intesa tra Comune e Autorità Portuale. Il primo è stato sottoscritto sui temi urbanistici di pianificazione di aree strategiche e fondamentali: Prà - Voltri, Multedo - Sestri, il nodo di Sanbenigno e l’area della Lanterna, Ponte Parodi e l’area della Fiera. Il secondo istituisce un gruppo forte per costruire una città che punti sull’innovazione. E’ una giornata importante e lo dimostrano gli ordini del giorno che condivido, anche se spinosi. Perché se oggi si è parlato di coraggio, allora bisogna farlo fino in fondo. E’ giusto mettere in conto argomenti su cui si deve ancora ragionare. Mi riferisco alla regolazione del Porto e al sostegno alla Compagnia Unica. La Culmv, così come tutte le compagnie italiane, sono portatrici di valore e competenze professionali che gli altri soggetti, dai lavori interinali ai terminalisti, non riescono a dare. Ma la Legge italiana queste specificità così importanti le riconosce e le recepisce all’interno della normativa europea di riferimento. E’ il sistema nella sua interezza, come giustamente ha detto Merlo, a costituire l’anomalia genovese. I lavoratori, che sono il soggetto più debole, non sono e non devono essere i responsabili di colpe varie. La procedura dell’articolo 17 non è stata rispettata, ma il diritto costituzionale al riconoscimento economico che a loro spetta è intoccabile. Ci vorrà tempo per sanare la situazione e per cambiare, affinché siano garantite l’applicazione delle regole e i principi europei, ma bisogna farlo. Senza regole sono a rischio i lavoratori stessi ed è dentro le regole che bisogna trovare la soluzione. Lavoriamo insieme per fare pressione sul governo in modo che cambi la legge 84/94, ma nel frattempo cerchiamo soluzioni ponte che permettano la spettanza dei pagamenti e allo stesso tempo il rispetto delle regole. Anche partendo dai conflitti non risolti”.

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