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1 settembre 2008
Porto
Genova piattaforma logistica del Mediterraneo

A patto di riuscire a mettere d’accordo tutti gli operatori, i loro interessi, le infrastrutture e molto altro ancora


bussolo.jpg“Siamo di fronte all’assurdità che un container impiega venti giorni da Singapore a Genova via mare – ha sottolineato il moderatore del dibattito, l’amministratore delegato di Finporto Maurizio Bussolo – e poi rimane fermo in porto per quindici giorni e impiega altri tre giorni per arrivare a Milano. Abbiamo le soluzioni a questi problemi? Può essere il retroporto di Alessandria la risposta definitiva?”.
Se aspettiamo le mosse di questo governo di centro-destra è molto probabile che questo non avvenga.
lovelli.jpg“Su questi temi l’operatività del governo è praticamente nulla – ha confermato il deputato Pd, Mario Lovelli, membro nella Commissione Trasporti -. C’è una proposta di legge di riforma delle Autorità Portuali ma non si decide nulla. Abbiamo fatto un’altra proposta di legge sulla istituzione di una Authority dei Trasporti, firmata dai deputati liguri e piemontesi, ma nessuno ci dà una risposta. Nel programma finanziario dei prossimi tre anni ci sono stati molti tagli alle infrastrutture e anche se il Terzo Valico è stato riconosciuto come un’opera di importante priorità sulla sua copertura finanziaria non c’è nulla di certo.
Nella Finanziaria varata dal centrosinistra era stata almeno consolidata la decisione che con l’extragettito dei porti si potessero finanziare le infrastrutture necessarie ai porti stessi. Non sono mai stato convinto che fosse una misura sufficiente, ma adesso rischiamo che le risorse siano ancora meno. D’altra parte basta vedere il Piano generale dei Trasporti. Continuiamo a viaggiare con quello realizzato dal centro-sinistra nel 2001 e nessuno al governo sembra volerlo aggiornare”.
Insomma. Se vogliamo nuove soluzioni per il porto di Genova forse è meglio far da soli. Ma sulle possibili decisioni gli operatori sono d’accordo?
botta.jpg“Come categoria noi vogliamo innanzitutto che il porto funzioni e riconquisti un primato nel Mediterraneo che oggi è messo a forte rischio da porti come quello di Barcellona – ha spiegato Giampaolo Botta, segretario dell’Associazione Spedizionieri -. Il progetto del retroporto di Alessandria ci piace, è indispensabile. Non è un caso che come associazione abbiamo collaborato all’evoluzione del progetto.
Però non dobbiamo mai perdere di vista i nodi concreti da risolvere. Qualche esempio? I terminalisti possono essere d’accordo se anche su queste aree in Piemonte può essere “proiettata” la gestione che hanno già sulle banchine genovesi. Le diverse Agenzie delle Dogane devono portare avanti dei loro piani finanziari: in che modo ci si mette d’accordo tra quella di Genova e quella di Torino se le merci “genovesi” stanno in realtà ad Alessandria?”.
Eh già. Perché anche i non addetti ai lavori possono scoprire che a parole tutti vogliono che i container viaggino come “razzi” da e per il porto. Ma poi si scopre che la sosta di questi stessi container è un affare d’oro per i terminalisti. E allora spesso non si decide nulla. E allora, come sempre, i container finiscono sui camion con tutte le code di polemiche sul traffico pesante, gli ingorghi e gli incidenti.
caleo.jpg“In tutto il mondo le merci viaggiano al 75% sui camion – ha confermato Arrigo Caleo, consulente delle cooperative di autotrasporto – e in Italia siamo oltre l’80%. Ma è molto difficile pensare di trasferirle su rotaia quando le stazioni sono poche, per lo più adibite ai passeggeri e la merce ha bisogno di essere consegnata in tanti posti diversi.
O abbiamo la forza di modificare alcune meccanismi del sistema di produzione e di consumo, oppure sarà inutile costruire anche tante nuove strade.
A questo c’è da aggiungere che il mondo dell’autotrasporto è attraversato da una crisi profondissima a causa di una lievitazione dei costi insostenibile che finisce poi con l’essere scaricata sulla collettività.
Certo, se potremo trasferire i container ad Alessandria con il treno la situazione non collasserà, ma attenzione poi ad affrontare i problemi del traffico in Piemonte”.
Si torna sempre al punto di partenza: la merce può viaggiare su rotaia?
Al dibattito non è potuto intervenire il direttore della Divisione Cargo delle F.S. E tante risposte sono rimaste in sospeso.
“Ma i dati parlano chiaro – ha ricordato Maurizio Bussolo -. In Europa viaggiano sui treni il 13% delle merci, in Italia siamo ben sotto il 10%. Siamo al minimo storico degli ultimi anni”.
E i dati lo confermano anche a livello genovese.
pronzato.jpg“Le ultime notizie danno in aumento il passaggio di tir in tutti i caselli che ruotano intorno a Genova. Un dettaglio che conferma che le code spingono gli autotrasportatori a scegliere soluzioni alternative e quindi a gravare ulteriormente sul traffico cittadino – ha chiarito Franco Pronzato, oggi nel Cda dell’Enac ma una lunga esperienza nel campo dei trasporti -. Da questo governo non possiamo pensare di avere un aiuto. Berlusconi dal punto di vista della logistica continua a non fare niente e il nostro gap con il resto d’Europa continua ad aumentare. Il retroporto di Alessandria una possibile soluzione? Perché dovrebbe funzionare quando Rivalta Scrivia in questi anni non è riuscita ad aiutarci a risolvere i problemi quando ne aveva le possibilità? Quelli che passano per esperti mi dicono che la “novità” è che le Ferrovie in questo nuovo progetto vogliono essere protagoniste. Peccato che poi sui giornali si legge che la divisione merci delle Ferrovie è in vendita. Forse per vedere qualcosa allora dovremo aspettare che cosa faranno Montezemolo e soci con la loro nuova società impegnata nel settore”.
Genova, piattaforma logistica del Mediterraneo, aspetta.

Ottavio Traverso