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11 settembre 2008
Politica nazionale
Dialogo con Walter Veltroni

Dobbiamo ascoltare i cittadini, conoscere i loro bisogni e i loro problemi perché la politica è sentirsi utili per qualcuno


La sala Aldo Moro non sarebbe riuscita a contenere tutti, e così ieri sera l’incontro è stato spostato nell’arena del ballo. Tantissime le persone presenti, molte hanno iniziato ad occupare le sedie appena aperte le porte della Festa. Alle ore 18 in punto sulle note di “Mi fido di te”, preceduto da Victor Rasetto e accolto dagli applausi, alla festa arriva il Segretario Nazionale del PD Walter Veltroni.
rasetto festa con veltroni.jpg“E’ passato un anno e siamo di nuovo qui – introduce Victor Rasetto, segretario PD Genova – con Walter. Cosa è cambiato da allora? Che oggi c’è uno sport collettivo: sparare a zero sul PD, visto come baricentro di ogni problema. Ma si sbaglia bersaglio: il PD ha solo una colpa, quella di pagare i debiti degli altri. Ci rendiamo conto che creare una nuova cultura politica sia difficile, ma dobbiamo andare avanti, costruire il nostro cantiere con i nostri circoli, i volontari e i vari rappresentanti per aiutare le persone che lavorano. In questi mesi ci giochiamo la possibilità di tornare al governo. Vorrei anche rispondere a chi dice che non facciamo opposizione. Noi non urliamo, perché tanto ci sarebbe qualcuno che urlerebbe di più, noi facciamo opposizione con continue proposte al Paese. Si dice che noi siamo senza identità, ma io lo so cos’è il Partito Democratico: è una scelta di uguaglianza, è un investimento sull’opportunità di aiutare chi è in difficoltà e sui giovani precari. Dobbiamo ritrovare il gusto della sfida, il coraggio di far nascere la nuova politica. Il nostro slogan dice “La festa è negli occhi di chi la guarda” e ritengo che anche il Partito Democratico sia negli occhi di chi lo guarda”.
Il microfono passa a Veltroni, il suo comizio durerà un’ora e sarà spesso interrotto da applausi e dalle urla di incitamento di un  gruppo di giovani insegnanti precari:
veltroni 1.jpg“Passo da Genova quasi tutti gli anni per misurare lo stato della comunità e in queste ultime settimane ho registrato un grande successo delle Feste, dovuto sicuramente alla novità del PD. Sono tanti i volontari che lavorano con generosità e ognuno ha una storia diversa da raccontare, come è tanta la gente che partecipa a queste feste. Nemmeno ad un comizio tradizionale se ne vede così tanta. E’ l’inizio di un cambiamento, il clima pian piano si sta modificando e noi dobbiamo essere capaci di aspettare e di essere orgogliosi e coscienti della nostra forza.
Partiamo dalle elezioni: non abbiamo vinto la sfida per il governo, conoscevamo la difficoltà perché dal 2000, dall’elezione di Bush negli U.S.A., tutti i paesi che negli anni novanta erano stati governati dal centro sinistra o dalla sinistra sono passati alla destra. E non la vecchia destra della liberalizzazione del mercato, ma sostenitrice di idee e di teorie populiste. In tutto il nord Europa si è affermata questa nuova destra, anche negli Stati Uniti, dove Bush ha vinto due volte. Per arrivare a questo punto c’è qualcosa di profondo, qualcosa che riguarda le inquietudini della gente; c’è il problema della precarietà e dell’insicurezza sociale. Viviamo in un tempo cupo, e si fanno strada suggestioni pericolose ed inquietanti. I politici lucrano sulla paura perché è il genere più smerciabile. Si dice al cittadino: “Avete paura? Ci pensiamo noi” e questo in campagna elettorale serve tantissimo, perché la gente pur di tornare a vivere serenamente vota per chi promette di risolvere le sue paure.
L’esperienza del 1996, del primo governo Prodi, è stata straordinaria, breve ma è lì che si vinse davvero. Dieci anni dopo non è stata così bella e nell’aprile scorso aver perduto la sfida di governo non ci ha fermato: abbiamo preso il 34% dei voti, il 6% in più del 2006 con un partito nuovo. Questo vuol dire che un italiano su tre ha votato PD. La campagna elettorale di quest’anno è stata fantastica: 110 provincie non si dimenticano, come non si dimentica la folta presenza dei giovani nelle piazze. Il nostro Partito Democratico per esserlo davvero non deve vivere di gente in riunione, e mi rivolgo ai dirigenti. Bisogna
recuperare il gusto di vivere come la gente normale. Faccio un esempio: a Varese il PD ha attivato un numero di telefono per aiutare i cittadini e i deputati e i consiglieri comunali vanno a casa di chi ha bisogno ad ascoltare le loro storie. E’ questo il primo intervento da fare: ascoltare i problemi della gente perché la politica deve essere fatta anche di gusto, gioia e divertimento. Noi siamo la soluzione al governo italiano e non l’ottavo anno di Berlusconi, come dicono in America per Bush “otto anni sono abbastanza”. Il nostro paese è fermo: le imprese, le industrie, il commercio e i salari, tutto è bloccato, le bollette aumentano, la benzina sale alle stelle come il prezzo del pane e della pasta. Chi ha uno stipendio modesto, chi è precario o in pensione se ne accorge subito e corre ai ripari: non esce a mangiare la pizza oppure non si compra una maglia nuova, così l’economia italiana si blocca. Certo, chi possiede una villa in Sardegna non se ne accorge, ma i consumi sono scesi del 7% e cosa fa il Governo? Si interessa, da più di tre mesi, del problema delle intercettazioni del presidente del Consiglio e di come risolverli cambiando le leggi.folla veltroni.jpg
Il tema delle intercettazioni è da affrontare e noi siamo pronti a farlo sotto due aspetti: prima di tutto i magistrati devono poterle usare per indagare, in secondo luogo non deve finire nulla sui giornali e i reati devono essere accertati nei tribunali. La Destra ha preso parte ad una grande campagna contro le intercettazioni ma è bastato averne in mano una su Prodi che è stata subito pubblicata su una testata di proprietà del Presidente del Consiglio. In sei mesi nessun provvedimento è stato portato a termine e il Paese vive una situazione grave.
Avevano promesso di intervenire sui mutui, e infatti sono stati allungati con relativo aumento di prezzo, quasi 13.000 euro, per chi lo ha fatto; hanno creato la Robin Hood Tax ma in realtà i soldi tolti ai petrolieri non vengono dati ai “poveri”, se il petrolio aumenta la benzina rincara subito, ma se il petrolio scende non succede nulla o quasi e il governo non preme, perché in realtà è solo una tax per i cittadini che si trovano a pagare l’inflazione.
Hanno voluto abolire l’ICI, unico tributo comunale senza pensare a come compensarla. Ora si parla di inserire una tassa sugli immobili, quindi quello che è uscito dalla finestra rientra dalla porta. Sul piano della sicurezza nessuna novità. Avevano promesso di risolvere la situazione degli sbarchi di immigrati e non è cambiato nulla. Ritengo che il tema si possa risolvere rispettando le regole, la garanzia di integrità e la sicurezza dei cittadini. Inoltre c’è bisogno di capacità di integrazione, e sono d’accordo a dare il voto agli immigrati per le elezioni locali, perché è giusto che chi vive, lavora e manda i figli a scuola si senta parte della cittadinanza.
folla veltroni 2.jpgIl nostro sistema scolastico è uno dei peggiori in Europa, i tagli sono stati fatti nella scuola elementare: 58.000 mila insegnanti senza posto di lavoro e la Ministra Gelmini ha detto che i precari della scuola possono andare a lavorare nel settore turistico. Io invece dico che queste persone si sono formate e hanno insegnato ai nostri ragazzi e meritano rispetto. Tagliare i posti a scuola significherà non avere più il tempo pieno e nemmeno le forme di insegnamento distaccato per i bambini ammalati presenti negli ospedali, le scuole con meno di cinquecento bambini verranno chiuse e la conseguenza sarà l’utilizzo del trasporto scolastico con costi altissimi e il livello di apprendimento più basso della norma. Il 25 ottobre, nella manifestazione che faremo a Roma, uno dei temi centrali sarà proprio la scuola che è il futuro del Paese.
Per quanto riguarda le tasse: hanno detto che le toglievano ma hanno ingannato tutti. Il giorno dopo le elezioni è stato aperto un documento economico/finanziario dove c’è scritto che le tasse aumenteranno fino al 2013.
Infine vorrei esprimere il mio disgusto per il ritorno della violenza politica e delle teste rasate che se la prendono con i più deboli, e non mi piace nemmeno che il Ministro della Difesa parli dell’8 settembre mettendo sullo stesso piano i soldati italiani caduti dalla parte della libertà e della democrazia con coloro i quali combattevano contro le truppe angloamericane che erano venute a liberarci dal fascismo e dal nazismo".

Elisa Zanolli
foto di Alessandro Gatti