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11 settembre 2008
Sicurezza
La sicurezza del/sul lavoro

L’opposizione a un governo che pezzo per pezzo sta cancellando tutte le tutele per i lavoratori


benvenuti.jpg“La maggior parte degli italiani – introduce Ubaldo Benvenuti, consigliere regionale del PD – non arriva a fine mese, ma il governo Berlusconi non mette questa emergenza tra le priorità della propria agenda. Prima ci sono gli interessi del premier, la riforma della giustizia, il federalismo. E’ proprio per questo che nei prossimi mesi il PD dovrà fare un’opposizione dura, sfidando l’esecutivo sul fronte dell’aumento dei redditi da lavoro e delle pensioni. Oggi l’inflazione reale è attorno al 4%, mentre quella programmata si ferma all’1,7%. E su questo divario si gioca la partita per il rinnovo contrattuale con Confindustria, una trattativa nella quale l’unità sindacale sarà determinante”.
In questi mesi il governo Berlusconi ha attuato una politica del reddito che è andata a scapito prima di tutto di lavoratori e pensionati.
migliorini.jpg“In tema di redistribuzione – spiega Sergio Migliorini, segretario regionale Cisl – occorre partire da un punto fondamentale, quello per cui chi percepisce un reddito ci paga le tasse sopra; senza lotta all’evasione non c’è alcun reddito da redistribuire. Ma questo governo non ha nessuna intenzione ovviamente di colpire gli evasori così come di mettere mano alla pressione fiscale sul lavoro e le pensioni. Piuttosto il rischio per i lavoratori è che il testo unico sulla sicurezza del governo Prodi venga compromesso e manomesso da questa maggioranza”.
Il testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro per la prima volta prevede sanzioni penali per gli imprenditori che causano la morte o gravi danni permanenti ai propri dipendenti a causa di omissioni nell’applicazione della normativa e nella valutazione del rischio.
giacobbe.jpg“Questa legge – commenta Anna Giacobbe, segretaria regionale Cgil – è una buona norma che crea equilibrio tra tutela, prevenzione e sanzioni in tema di sicurezza dei lavoratori. Su questo fronte il nostro compito è quello di difendere l’esistente, come appunto il testo unico e la sua applicazione, ma anche di rilanciare la questione con proposte forti. La sicurezza nel e del lavoro è un problema aperto anche nel nostro Paese ed ha a che fare con il valore che la società dà al lavoro. In Italia c’è stata un’ampia svalutazione del lavoro sul piano sociale e culturale; questo ha danneggiato i lavoratori ma ha anche portato guai nell’economia, ostacolando la strada dell’innovazione. Oggi viviamo una nuova fase di forte attacco: la produttività del lavoro viene fatta diventare produttività dei lavoratori, scaricando sui dipendenti ogni responsabilità. Oggi in Liguria c’è una persistente incidenza degli infortuni nei primi giorni di lavoro, dovuta senza ombra di dubbio alla scarsa formazione delle persone che passano da un lavoro precario all’altro. La colpa in questo caso è del lavoratore o del sistema?”.
Anche la segretaria regionale della Cgil poi auspica una forte posizione condivisa delle sigle sindacali sulle questioni contrattuali. Unità che nei giorni scorsi in Liguria è stata protagonista dell’accordo siglato tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil per la qualità del lavoro.
massa.jpg“Qualità del lavoro – interviene Piero Massa, segretario regionale Uil – che significa professionalità, formazione e sicurezza. Purtroppo in tema di sicurezza tutte le conquiste le abbiamo fatte sulla pelle dei lavoratori, sull’onda dell’emozione del giorno dopo. E’ accaduto così anche con l’istituzione di un gruppo di lavoro sulla sicurezza in porto seguita alla morte di due portuali. Ma proprio quella conquista oggi rischia di essere cancellata, stiamo attenti”.
Il segretario della Uil ligure lancia poi un’idea per creare a Genova “una scuola sulla sicurezza nei porti che potrebbe anche essere itinerante e toccare le città portuali del Mediterraneo”.
Un Paese che sta tornando indietro a grandi passi, anche rispetto ai provvedimenti decisi dal governo Prodi, è quello che con  battute incisive ed esempi chiari dipinge Cesare Damiano, vice ministro del Lavoro del Governo Ombra, ospite di festaunitàdemocratica.
Solo alcuni esempi dell’effetto Berlusconi: la cancellazione della norma che vincolava le imprese a comunicare l'assunzione il giorno prima dell'inizio del lavoro, l'eliminazione del cartellino di riconoscimento nei cantieri, la deregolazione del mercato del lavoro colpendo la norma sul contratto a termine, la cancellazione della norma che impediva la firma delle dimissioni in bianco all’atto dell’assunzione.
“È evidente - commenta Damiano - che ci troviamo di fronte a scelte di profonda controriforma delle tutele del lavoro. E l’abilità di Berlusconi sta nello smontare lo stato sociale pezzo per pezzo, evitando lo scontro frontale, come invece era avvenuto nel 2000 quando aveva tentato di toccare l’articolo 18 ma aveva dovuto fermarsi dopo la rivolta di piazza. Oggi il governo apre un varco, dà un contentino come il giro di vite sui fannulloni o il voto in condotta ad esempio, e sull’onda dell’entusiasmo della gente dietro le quinte fa passare le cose più scorrette. Il messaggio di Berlusconi è chiaro: abbiamo deciso quindi abbiamo risolto. Ma in questa maniera c’è un uomo solo al comando, un padrone. La dialettica viene totalmente meno, snaturando il ruolo delle parti sindacali e del lavoro parlamentare visto che il governo, nonostante la maggioranza schiacciante, usa e abusa dello strumento della fiducia”.
Sull’esperienza del governo Prodi, Cesare Damiano non ha dubbi:
damiano.jpg“Abbiamo fatto molte cose buone per il lavoro e le pensioni, ma non siamo riusciti a comunicarle perché ci è mancato il cemento dell'unità di intenti. Quando un ministro scende in piazza contro il suo stesso governo vuol dire che c'è una malattia, quella che ha minato il governo Prodi: il narcisismo politico di un individuo che va contro la linea di un partito e della sua maggioranza”.
Il Governo Prodi aveva stabilito  un aumento di 300 Euro a favore delle pensioni minime, aumento nel 2008 a 500 Euro; c’era stato poi l’aumento delle pensioni sociali e l’agganciamento al 100 per cento dell’inflazione delle pensioni fino a tre volte il minimo. Ed ancora si era voluta una riduzione dell’Imposta Comunale sugli Immobili sino a 200 Euro.
“Molti di questi provvedimenti arrivano oggi ai cittadini e rischiano di essere percepiti come risultato del governo di centro destra – prosegue Damiano -, anche perché noi siamo sempre bravi a non pubblicizzare le cose che facciamo. Dall’altra parte c’è un Tremonti che si inventa la “Robin Hood Tax”, da far pagare ai petrolieri e alle società che producono energia. Si tratta di una buona trovata pubblicitaria. Ma la realtà è un’altra. Il costo della supertassa ai ricchi petrolieri la pagheremo noi, i consumatori, e graverà soprattutto sulle famiglie a reddito medio basso. Forse sarebbe meglio dire che non ci troviamo di fronte a un Governo Robin Hood, ma a un Governo Superciuk, il celebre personaggio dei fumetti di Magnus & Bunker che rubava ai poveri per donare ai ricchi”.
Di fronte a questa involuzione, il PD deve fare un’opposizione più forte e combattere per una serie di obiettivi, indicati da Damiano: “la diminuzione della pressione fiscale sui salari, l’allargamento della quattordicesima ai pensionati sino ai 1200 Euro mensili, la revisione dell’inflazione programmata all’1,7 % troppo lontana da quella reale e la difesa del testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.
A questo proposito il viceministro del Lavoro del governo ombra Damiano dà appuntamento con la “Carovana del lavoro sicuro”  che porterà in giro per l’Italia, nei luoghi che hanno visto i più gravi incidenti degli ultimi anni, l’esigenza di sicurezza che il mondo del lavoro reclama a gran voce.

Alice Tordo
foto di Alessandro Gatti