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25 ottobre 2008
Scuola
Senatore Musso, perché tace come professore?

Lettera al Secolo XIX di Simone Farello, capogruppo PD in Consiglio Comunale a Genova


Caro Senatore Musso,
sono un suo avversario politico e ci confrontiamo in Consiglio Comunale. Dove ho l’onore e l’onere di rappresentare la maggioranza. Ruolo che esige senso di responsabilità e capacità di ascoltare le ragioni anche di chi contesta le nostre decisioni. Lei ha questo ruolo in Senato e quando ha assunto posizioni autonome le è stato riconosciuto anche da sinistra. Per questo il suo silenzio di questi giorni è assordante e significativo. Oggi, più che mai, dovrebbe dimostrare di essere all’altezza del primo dovere di chi rappresenta del popolo: difendere i diritti sanciti dalla Costituzione, anche prendendo le distanze da dichiarazioni impossibili da smentire il giorno dopo nelle loro intenzioni prima ancora che nelle loro applicazioni concrete. E’ legittimo che lei condivida, quanto io li avverso, le scelte del Ministro Gelmini. E’ inaccettabile che in una democrazia il Governo evochi rappresaglie poliziesche verso chi dissente. Le scuole e le Università sono animate da proteste rigorose ma civili: studenti, insegnanti, ricercatori e precari non possono essere vittime di una visione autoritaria del potere, di un’ossessione securitaria che non ha giustificazioni se rivolta contro chi rappresenta valori fondamentali come la libertà di opinione. Ai grembiulini e al 6 in condotta non si possono aggiungere le bacchettate sulle nocche delle mani. Questo governare muscolare e gladiatorio, che schiera l’esercito nelle nostre strade tanto per mostrare l’artiglieria, è già discutibile e pericoloso senza bisogno che si trasformi in sistematica minaccia. Lei è un docente universitario. Dovrebbe conoscere la ricchezza che deriva dal confronto di opinioni diverse e sapere che comunque si giudichino le occupazioni esse non vogliono sovvertire l’ordine costituito bensì preservare il fondamento della società civile: il discorso critico. Che messaggio date ai giovani? A cosa mirate quando negli stessi giorni intimidite chi studia e tentate di manomettere il diritto di sciopero? Temiamo di cominciare a capirlo. E di capire che lei sia d’accordo. Se siete convinti della bontà delle vostre idee venite nelle assemblee degli atenei e delle scuole e difendetele. Senza farvi precedere dalla forza, che agisce quando hanno già perso la parola e la politica. Tacere è assentire. La polizia nelle aule è contro studenti e insegnanti e contro il Palamento e tutti noi, come ha voluto dire il Presidente Napolitano.
Noi useremo tutti gli strumenti che la democrazia ci consegna per affermare le nostre idee e difenderemo i diritti di chi vuole discutere del proprio futuro: essendo studenti è il futuro di tutti. 

Simone Farello,
capogruppo PD in Consiglio Comunale a Genova