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27 novembre 2008
Porto
Autorità portuale di Genova: incontro tra il presidente Merlo e i parlamentari liguri

Alla riunione erano presenti per il PD il deputato Andrea Orlando, la senatrice Roberta Pinotti e il deputato  Mario Tullo


Il 24 novembre si è tenuto a Palazzo San Giorgio un incontro tra il presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo e i Parlamentari liguri sulla situazione del porto di Genova. Alla riunione erano presenti per il PD il deputato Andrea Orlando, la senatrice Roberta Pinotti e il deputato  Mario Tullo. Due le questioni per le quali Merlo ha chiesto il sostegno dei Parlamentari. La prima riguarda la tassa sulla merce che oggi consente di finanziare gli interventi in materia di security all’interno del porto. Merlo ha chiesto che i Parlamentari si adoperino perché sia possibile finanziare con la stessa accisa anche la safety, ovvero gli interventi in materia di sicurezza del lavoro. La seconda richiesta di Merlo ai Parlamentari riguarda l’Accordo di Programma su Cornigliano o meglio i 70 mln di euro che - in base all’accordo - l’Autorità Portuale genovese avrebbe dovuto ricevere a titolo di indennizzo e che consentirebbero di finanziare opere strategiche per la logistica portuale tra cui la sopraelevata portuale e l’autoparco.

Al termine dell'incontro Mario Tullo, deputato genovese e segretario PD Liguria, ha rilasciato a La Repubblica - edizione Genova, un'intervista che riportiamo integralmente.

Di Massimo Minella


mario tullo 2.jpgLa cassa in deroga convince i parlamentari liguri e, a questo punto, inizia il suo percorso.
“E’ una proposta molto interessante e che deve essere immediatamente verificata” spiega il parlamentare genovese del Pd Mario Tullo, al termine dell’incontro con gli altri colleghi liguri, con il presidente dell’authority Luigi Merlo, a Palazzo San Giorgio.
La proposta, insomma, comincia a camminare con le sue gambe e ora toccherà all’assessore regionale ai Trasporti Enrico Vesco convocare un tavolo di confronto con istituzioni, parti sociali e imprese. Ci si riuscirà? L’impresa è difficile, sia dal punto di vista economico che da quello normativo, ma non impossibile. La proposta, individuata dal presidente Merlo e lanciata dal presidente della Regione Claudio Burlando, si pone l’obiettivo di sostenere economicamente la CULMV in questo difficile momento. Nulla a che vedere con le partite su cui sta indagando la magistratura e su quelle legate alla direttiva imposta dal ministero sulla necessità di bandire una gara pubblica per la fornitura di manodopera.
Qui è in gioco la crisi dei traffici, amplificatasi nella prima parte del 2008 dal blocco informatico del VTE di Voltri, primo cliente dei portuali.

Sul piatto della trattativa di palazzo, si dispongono in buon ordine i soldi (mai arrivati) per la bonifica di Cornigliano, quelli (ancora da arrivare) per la sicurezza e la partita complessa della "cassa in deroga" a cui più di uno vorrebbe legare il tema della gara per l'articolo 17.

Onorevole Tullo, il porto sta vivendo uno dei suoi momenti più drammatici. Per trovare un simile livello di preoccupazione, e di tensione, bisogna tornare indietro di vent'anni. Si intravede qualche via d'uscita?
"Guardiamo al presente, più che ai paragoni: la crisi dei traffici è veramente pesante e proseguirà probabilmente per tutto il 2009. Ma se vogliamo cercare vie d'uscita allora dobbiamo ragionare allo stesso modo".

Che cosa intende?
"Più che dividerci, dobbiamo trovare dei punti di condivisione. Come parlamentari liguri ci batteremo, tutti insieme, per far saltare fuori i soldi già finanziati, e mai arrivati all'authority, per la bonifica di Cornigliano e per la security".

E della "cassa in deroga" che ne pensa?
"Che bisogna andare avanti, verificare rapidamente con il governo la fattibilità di questa strada che, se realizzata, potrebbe rivelarsi molto utile".

Il 5 dicembre l'authority presenterà in comitato il bando di gara per il lavoro temporaneo. La Culmv, al momento, non pare avere alcuna intenzione di partecipare e si preparerebbe a protestare, anche in modo plateale sotto Palazzo San Giorgio.
"Ecco, siamo di fronte a un punto delicatissimo, su cui è opportuno provare a riflettere con estrema cautela. Io parto da un punto netto: il principio del rispetto delle leggi non può essere in discussione".

Detto questo...
"Detto questo, siccome siamo di fronte a una direttiva del ministero, e non a un decreto legge, perché non proviamo a ragionare su un possibile slittamento dei  tempi della gara? Ripeto, non sto mettendo in discussione la gara, né tanto meno l'operato del presidente Merlo, a cui va il mio apprezzamento per come si sta battendo per il porto. Invito a esaminare il momento che sta vivendo il porto, davvero critico".

Che cosa propone in sostanza?
"Non c'è lavoro, ma la pace sociale sta continuando a reggere. Inoltre sta per arrivare la nuova legge. Perché non proviamo a pensare di prenderci ancora un po' di tempo prima di lanciare la gara? Si  potrebbe affrontare il tutto con maggiore serenità. Sia chiaro, non c'è alcun tentativo di interferire con il lavoro dei magistrati. Mi limito solo a esaminare la situazione. La richiesta di un po' più di tempo, insomma, è funzionale a ritrovare un po' di serenità".

L'interlocutore, a questo punto, diventa il ministro dei Trasporti.
"Sì, è Matteoli l'autore della direttiva".

La solita questione politica?
"Ma no, concordo con lui che la legge 84, che è stata positiva per una certa fase, oggi è da rifare. Non vorrei però al contempo dimenticare che  nel porto di Genova vigeva e vige un patto sul lavoro che non era certo un segreto e che per dieci anni, i governi di centro destra e di centrosinistra non sono mai intervenuti su questa vicenda".

Non è sufficiente per non chiedere che la legge venga applicata, non trova?
"E' vero, ma allora mi lasci aggiungere una cosa: perché non sono mai stati fatti i decreti attuativi della legge stessa? Si potrebbe continuare a discutere all'infinito, ma ora l'impegno è solo quello di essere vicini al porto di Genova e alle difficili scelte che lo attendono".