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21 gennaio 2009
Porto
Una strategia antirecessiva. Terzo Valico ferroviario e nuovi tracciati autostradali

Il Convegno svoltosi lunedì 19 gennaio a Genova, Sala dei Capitani, Palazzo San Giorgio




Terzo Valico anticrisi. Passa anche da qui, dalla grande opera per eccellenza che interessa il nostro territorio, la strada per far fronte alla recessione economica.
Le infrastrutture oggi più che mai si fanno quindi volano dell’economia. Se n’è parlato a Palazzo San Giorgio, nel corso del Convegno organizzato dal Centro Internazionale di Cultura per lo Sviluppo dei Popoli “La Maona”.

grimaldi.jpg“L’investimento nelle infrastrutture – ha sottolineato Giovanni Grimaldi, presidente La Maona – è una priorità assoluta per Genova, per la Liguria e per l’Italia in un’ottica strutturale e congiunturale che favorisca la ripresa. Su questo piano l’Italia è fortemente indietro e questo produce meno benessere immediato per i cittadini e nel futuro prospettive di lavoro inferiori per i nostri figli. Le infrastrutture possono anche rappresentare la strada per far uscire il nostro territorio da un certo isolamento culturale e per entrare in osmosi con le zone confinanti”.

Se per anni, decenni, le grandi opere di interesse per la Liguria sono rimaste in una sorta di limbo, ora è il momento di imprimere una forte accellerazione.

“E questo – è intervenuto il padrone di casa a Palazzo San Giorgio, Luigi Merlo – può servire a combattere la recessione. Come Autorità Portuale abbiamo impostato un bilancio di previsione del Porto di Genova per l'esercizio 2009-2011 da 500 milioni di Euro, da investire nelle realizzazione di grandi e piccole opere infrastrutturali. Un piano molto ambizioso, ma è quello che ci serve per ripartire al meglio e raggiungere la linea di partenza al pari delle altre città portuali”.

In questo contesto si inseriscono l'ampliamento dei terminal di Calata Bettolo e di Ronco Canepa, che verranno portati avanti nell’arco di quattro anni e consentiranno al porto di Genova la movimentazione di almeno 800 mila teu in più di merci.

luigi merlo pd.jpg“Ovviamente per sostenere questo aumento di traffici – ha proseguito il presidente dell’Autorità portuale genovese – occorrono infrastrutture adeguate. Ed è altrettanto ovvio che in quattro anni non potremo contare sul Terzo Valico, piuttosto dovremo organizzare un’adeguata rete di trasporti in accordo con le Ferrovie. Per il Terzo Valico esiste però una data di non ritorno: è il 2020, quando aprirà il Gottardo e senza il Terzo Valico, il porto del Nord Italia sarà Rotterdam, non Genova”.

Poco prima dell’apertura del Convegno a Palazzo San Giorgio il senatore Luigi Grillo, presidente Commissione Trasporti del Senato, ha dichiarato alla stampa: “L'iter per il finanziamento del Terzo Valico per la linea ad alta velocità Genova-Milano dovrebbe concludersi entro la prossima estate”.

Alla notizia la sindaco di Genova ha risposto con un comunicato stampa  “Ho appreso con piacere  la notizia dello stanziamento di un miliardo da parte del Cipe per il Terzo Valico ferroviario, in grado di permettere l’avvio dei lavori. Si tratta di un passo in avanti concreto, di fondamentale importanza, ed esprimo il mio   apprezzamento presidente della commissione  infrastrutture del senato,  Luigi Grillo  per il fattivo interessamento.  Mi auguro che il  Governo  prosegua nell’azione di reperimento dei fondi  necessari alla completa realizzazione dell’opera, che è di fondamentale importanza per Genova e  i suoi  collegamenti con il nord Europa”.

“Sul Terzo Valico – ha confermato Luigi Grillo nel corso del Convegno – il CIPE ha deliberato per un miliardo. Al momento gli uffici di Italferr stanno studiando il primo stralcio funzionale rispetto ai finanziamenti a disposizione. E’ chiaro che la cifra non  è sufficiente, ma intanto si pone la prima pietra dell’opera. Sul Terzo Valico Governo e Parlamento sono determinati così come sono determinati anche i Ministri degli altri Paesi interessati dal corridoio Genova – Rotterdam”.

In tema di infrastrutture indispensabili alla città di Genova, Luigi Grillo ha affrontato anche la questione della gronda autostradale, sulla quale (per il tratto di Ponente) il Comune sta avviando la procedura di débat public: “Per la gronda – ha dichiarato il senatore genovese – i finanziamenti ci sono e arrivano dagli aumenti delle tariffe praticate da Società Autostrade. Adesso la decisione spetta alla politica, alle istituzioni: Comuni e Regione”.

Nel corso del Convegno, Maurizio Senzioni, presidente Assedil ha chiesto alle istituzioni un’accelerazione degli iter  burocratici necessari a far partire le opere pubbliche già finanziate, come risposta alla crisi e a favore del rilancio del settore edilizio e dell’indotto. “Oggi – ha aggiunto il presidente Senzioni – ci sono molte nostre aziende che hanno problemi di occupazione e rischiano di dover mettere in cassa integrazione i propri operai”.

La crisi finanziaria e dell’economia reale insinua nella realtà italiana il rischio di speculazione da parte di pochi, come sottolineato da Luigi Leone, caporedattore centrale del Secolo XIX che ha moderato il dibattito.

“E’ vero – ha risposto Carlo Stagnaro, Istituto Bruno Leoni - , gli investimenti in infrastrutture come elemento a favore della congiuntura possono determinare una situazione di scarsa trasparenza e di assalto alla diligenza da parte di alcuni”.

Al Convegno di Palazzo San Giorgio Luca Gandullia, docente di scienza delle finanze presso l'Università di Genova, ha  presentato la sua ricetta contro la crisi:
“Lo Stato nell’attuale situazione di recessione deve innanzitutto dare assicurazioni sul piano sociale per contrastare la povertà e la disuguaglianza. Serve una seria riforma degli ammortizzatori sociali, passando anche per la riduzione della pressione fiscale. In secondo luogo credo che gli  investimenti pubblici  debbano privilegiare in primis le piccole e piccolissime opere”.

maurizio_maresca.jpgNon del tutto d’accordo Maurizio Maresca, delegato del Sindaco all'Università e alla Ricerca Scientifica:
“In questo momento il grande problema per Genova in realtà sono gli avvocati, i lavoratori autonomi e i negozianti, oggi sono loro che rischiano di più. E sulle opere pubbliche, le grandi infrastrutture, credo che  siano questi gli  investimenti davvero necessari in prima battuta per rimettere in moto l’economia”.



Alice Tordo