
30 gennaio 2009 Scuola
Supplenze, visite fiscali e tagli alla scuola: ricadute negative
Lo dichiara il consigliere regionale del PD Moreno Veschi, che mette in luce la politica di tagli del governo sul fronte della scuola

“Il Governo fa molta propaganda sulla scuola ma la verità è che il budget assegnato alle scuole per le supplenze brevi e saltuarie si è notevolmente ridotto finendo con il corrispondere a circa la metà di quello stanziato per l’anno finanziario 2008”. Lo dichiara il consigliere regionale del PD Moreno Veschi, che mette in luce la politica di tagli del governo sul fronte della scuola. Nel 2004 lo stanziamento nazionale era di 889 milioni di euro per le supplenze brevi, nel 2008 si è ridotto a 323 milioni di euro. “In questo modo – prosegue Veschi - , mancando i fondi già a partire dal mese di marzo 2009, non sarà possibile nominare i supplenti”. Questo significa ad esempio che, anche nel primo ciclo di istruzione (bambini di tre anni della scuola dell’infanzia fino agli studenti di quattordici anni della scuola secondaria di primo grado): 1) se nella classe è presente un docente di sostegno si affida la medesima al docente stesso, privando di fatto gli alunni con handicap dell’insegnamento personalizzato a cui hanno diritto (legge quadro 104/92); 2) oppure si dividono gli alunni della classe tra tutte le classi del plesso scolastico, con evidenti problemi non solo di didattica ma anche di sicurezza. La situazione dei bilanci delle scuole è inoltre pesantemente condizionata dalla ben nota vicenda delle visite fiscali per i dipendenti della scuola, rese obbligatorie sin dal primo giorno con la conseguenza che, visto che le ASL non sono tenute ad eseguire gratuitamente tali visite, agli istituti scolastici viene richiesta per ogni visita una cifra che va da 56 a 96 euro (a seconda della distanza dell’abitazione del dipendente dalla sede ASL e se la visita fiscale viene effettuata in un giorno feriale o festivo). “Ma le scuole - conclude il consigliere regionale Moreno Veschi - non hanno fondi per pagare le fatture che tutte le ASL inviano e a tutt’oggi non sono arrivate indicazioni dal Ministro Gelmini. Tali fondi dovrebbero essere garantiti dal Governo. A fronte di tale difficile situazione, che ha gravi ripercussioni anche alla Spezia ed in Liguria, ho chiesto alla Giunta Regionale, attraverso un ordine del giorno, di attivare ogni iniziativa verso il Governo al fine di modificare queste disposizioni, che hanno generato soltanto confusione normativa, difficoltà gestionale e organizzativa”.

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