
20 febbraio 2009 Sicurezza
La sicurezza a Genova
Il Sindaco Vincenzi: "Qui a Genova affrontiamo il problema su tre assi: la sicurezza civile, il disordine urbano e lo stress culturale, cioè l’isolamento, la paura del diverso"

In materia di sicurezza e anche a seguito della recente ordinanza sul decoro urbano, emanata dalla Sindaco Marta Vincenzi, il Consigliere Luciano Grillo è intervenuto ieri in Consiglio Comunale con un articolo 54. “Le statistiche sulla criminalità andrebbero sempre valutate con grande cautela, perchè i dati si riferiscono alle denunce, e non ai reati in sé, difficilmente «misurabili». Sarebbe dunque meglio diffidare dei nessi causali troppo «facili» tra i tassi di criminalità e le iniziative di contrasto, come l’«esercito nelle città», o maggiori mobilitazioni delle forze dell’ordine - ha spiegato Luciano Grillo - I fenomeni criminali hanno infatti un andamento complesso, e dipendono da fattori estremamente vari: spesso estranei all’operato di polizia, carabinieri e Sindaci…Chi studia seriamente queste cose, mantenendosi a una giusta distanza dagli umori elettorali, sa bene che le evoluzioni della criminalità hanno, semmai, delle connessioni con l’economia, ad esempio, i nessi tra reati predatori e la condizione economica complessiva di un corpo sociale”. Citando il criminologo David Garland, il consigliere Grillo nel suo intervento ha poi riportato un passo del libro “La cultura del controllo. Crimine e ordine sociale nel mondo contemporaneo” secondo cui <<Il boom consumistico degli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale ha messo in circolazione svariate tipologie di beni mobili ad alto valore economico, che costituivano un obiettivo appetibile per i ladri. Più aumentava il numero dei beni in circolazione, più crescevano le opportunità di commettere reati [...]. E la generazione del baby boom, cresciuta in una cultura consumistica generalizzata che esprimeva desideri, aspettative e istanze che chiedevano immediata gratificazione, ha dato un ingente contributo alla crescita della criminalità» “Sono solo alcuni esempi dei nessi che possono esservi tra alcuni reati predatori (scippi, furti ecc.) e la condizione economica complessiva di un corpo sociale - ha continuato Grillo - Mi sembra significativa, in questo contesto, la flessione particolare che hanno avuto nel 2008 proprio i reati predatori. I borseggi, ad esempio, sono arretrati del 24%, gli scippi del 21%, i furti d’auto del 19%, le truffe del 21%, le rapine dell’11%. «Nei periodi di recessione economica con il calo dei consumi e la conseguente minore visibilità della ricchezza, anche la delinquenza dilaga un po’ meno». Naturalmente, anche questa, è una spiegazione parziale: non esaustiva, e forse essa stessa opinabile. E tuttavia, è assai più convincente e utile, rispetto alle altre che circolano nel dibattito politico. Continuare a discutere, di troppi «clandestini» in circolazione, di immigrazione come emergenza, di esercito nelle città come panacea di tutti i mali, non aiuterà a capire molto. E i dati, questi dati, come tanti altri, stanno lì a dimostrarlo. In particolare - ha concluso Luciano Grillo rivolgendosi alla Sindaco Vincenzi - vorrei conoscere quale sono gli intendimenti e le azioni che la Signora Sindaco rispetto al tema della sicurezza urbana”. “Io parto da un punto fondamentale - ha risposto la Sindaco - l’approvazione del pacchetto sicurezza 2008, dove si è introdotto il termine di sicurezza urbana, ha costituito un grande cambiamento. Da quel momento il Comune ha assunto un ruolo da protagonista rispetto al senso di insicurezza urbana che caratterizza le nostre metropoli. Ma come ho sempre detto, sono contro i Sindaci Sceriffo, così come non sono d’accordo con l’attuale discussione parlamentare su ronde di cittadini e quant’altro. Qui a Genova affrontiamo il problema su tre assi: la sicurezza civile, dove il Comune assume un ruolo marginale perché è di competenza delle forze dell’ordine preposte. Il disordine urbano, su cui agire tramite manutenzioni, formazione e sviluppo del senso civico, e lo stress culturale, cioè l’isolamento, la paura del diverso, su cui intervenire con politiche di inclusione e coesione sociale e attivazione di spazi pubblici”. Quanto alle ordinanze fin’ora fatte, quella sul divieto di bere e quella sul decoro urbano, la Sindaco ha ribadito una netta posizione: “non vogliono punire nessuna categoria in particolare, ma sono riferibili a comportamenti e sono necessarie per garantire regole e un nuovo concetto di sicurezza urbana. L’ultima ordinanza è volutamente generica perché non si riferisce a una categoria specifica, ma potenzialmente ai comportamenti di tutti. Una circolare interna definirà maggiormente gli aspetti più particolari - ha concluso Marta Vincenzi - insieme alla nuova formazione data alla nostra Polizia Municipale, perché possa diventare sempre più polizia di prossimità”. Soddisfatto il consigliere Grillo ha replicato: “la signora Sindaco ha ben spiegato che nelle sue ordinanze non interviene sostituendosi alle Forze dell’Ordine, con cui regolarmente collabora, ma dispone ordinanze e quindi azioni concrete che mirano a migliorare i comportamenti e la convivenza delle persone. La Sindaco è inoltre in sintonia con la maggioranza degli italiani che, secondo un sondaggio Demos, ripongono maggior fiducia nelle forze dell’ordine e nel Presidente della repubblica e che dunque non ritengono utili le ronde come strumento per contrastare la criminalità”.

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