
5 marzo 2009 Università e ricerca
Cervelli in fuga: la legge regionale per farli tornare
Primo firmatario il consigliere regionale del PD Lorenzo Basso

Completare l'offerta di alta formazione incentivando e sostenendo la sua fruizione ovunque nel mondo, da parte di giovani liguri under 33, meritevoli, laureati con voto non inferiore a 105/110 e con curriculum prestigioso, per quei settori in cui la nostra regione non dispone di centri di eccellenza. E far si che questo sostegno, inoltre, sia finalizzato al rientro nel mercato del lavoro della Liguria di quanti si formano all'estero. Ecco in sintesi gli obiettivi della proposta di legge regionale "Norme in materia di sostegno alla alta formazione presso centri internazionali d'eccellenza e di incentivo al rientro nel mercato del lavoro regionale", primo firmatario il consigliere regionale del PD Lorenzo Basso. La proposta di legge regionale prevede l'istituzione di un programma integrato chiamato "Master and Back". Il Programma sostiene percorsi formativi personali caratterizzati da una fase iniziale esterna, in cui i beneficiari di borsa si recano all'estero per studiare o per un'esperienza di tirocinio, e da una seconda fase interna al mercato del lavoro ligure, nel quale vengono inseriti grazie ad una banca dati appositamente creata, alla quale hanno accesso i potenziali datori di lavoro. Per l'accesso al Programma è necessario essere giovani (età inferiore ai 33 anni), avere un curriculum eccellente e chiedere la borsa di formazione internazionale in relazione a programmi di alta formazione o tirocini da svolgere all'estero presso organismi di assoluto prestigio, definiti dalla proposta di legge "centri internazionali d'eccellenza". Il sistema di erogazione delle borse punta ad incentivare il rientro in Liguria a seguito della formazione. La borsa viene infatti erogata in tre quote, di cui l'ultima, pari al 40% del totale, è erogata a condizione che il beneficiario sia entrato nel mondo del lavoro ligure, grazie ad uno dei "percorsi di rientro" previsti dal Programma, entro un anno dalla conclusione del percorso formativo. Questi percorsi hanno durata annuale (rinnovabile una volta) e prevedono l'erogazione di una seconda borsa, chiamata "borsa di rientro", erogata mensilmente. Importante è sottolineare che i percorsi di rientro possono essere attivati anche a prescindere dalla partecipazione alla fase esterna del "Master and Back". Possono infatti fare richiesta di partecipazione anche coloro i quali, di età inferiore ai 37 anni e trasferiti all'estero da non più di dieci anni, abbiano maturato un'esperienza formativa o professionale assimilabile a quella necessaria per partecipare al Programma. In questo modo "Master and back" ha un effetto benefico anche nei confronti della "fuga di cervelli" che già si è realizzata e che altrimenti sarebbe esclusa dai benefici della proposta di legge. Viene infine prevista l'esclusione dal Programma per il datore di lavoro che non stabilizzi, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, almeno il 75% dei beneficiari della borsa. Così impostato il Programma si trasforma in un fortissimo incentivo alla stabilizzazione del beneficiario della borsa di studio, garantendo sicurezza e stabilità alla persona e una positiva e durevole ricaduta sul tessuto economico della nostra Regione. "Dobbiamo investire - ha spiegato Lorenzo Basso - sul nostro futuro e sulle nuove generazioni, varando politiche di medio-lungo periodo per affrontare strutturalmente il problemi del tessuto economico regionale. Con questa proposta di legge si incentiva un pacchetto formativo globale che parte dalla Liguria, si svolge all'estero e si conclude di nuovo in Liguria con l'inserimento nel mercato del lavoro regionale. La Liguria è terra di grandi eccellenze in alcuni campi della scienza e della tecnologia. Lo sviluppo dei centri dedicati all'alta formazione, legati all'Università di Genova e non solo, è stato fortemente incentivato da Regione Liguria, da ultimo con il Piano triennale della ricerca, approvato nel luglio 2008. Tuttavia nessuna Regione e nessun Paese possono offrire eccellenza in ogni campo, mentre il mondo del lavoro moderno la richiede con insistenza. Per questa ragione molti laureati liguri lasciano la regione e l'Italia per formarsi ovunque nel mondo possano avere il meglio nel loro campo. Il problema è che troppo spesso molti giovani non possono permettersi questa esperienza, mentre quanti lasciano il Paese non vi fanno ritorno, attirati dalle migliori prospettive professionali offerte all'estero. In questo modo si impoverisce l'economia ligure, privata di alcune fra le sue migliori risorse".

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