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30 marzo 2009
Scuola
Il Tar respinge la sospensiva del Piano regionale dimensionamento scolastico

Massimiliano Costa: "Quando, ad arte, si travisa la realtà giocando sulla buona fede delle persone"



costa massimiliano 2 .jpgUn esempio eclatante è la vicenda dei ricorsi al Tar di alcune comunità scolastiche sul dimensionamento scolastico.
In quelle otto scuole i genitori sono stati spinti con vere bugie da qualcuno del personale (forse non è difficile capirne i motivi), a firmare il ricorso al Tar assistiti tutte dallo stesso avvocato.
Nessun bambino cambia scuola, nemmeno classe, né tanto meno viene privato di attività sperimentali. La scelta di verticalizzare (materne, elementari e medie) nella stessa istituzione scolastica (cioè con lo stesso preside, ecc) è solo per rispondere alla moderna pedagogia, che vede negli istituti comprensivi lo strumento prevalente per svolger al meglio la missione scolastica. Per i bambini e le famiglie ci sono solo vantaggi: la continuità educativa, la continuità organizzativa, il mantenimento delle stesse relazioni tra scuola e famiglia, più facilità di interlocuzione tra scuola ed enti locali, ecc. Nessuno del personale può “perdere il posto” tant’è vero che i posti in organico aumentano.
Ma non è questo il punto. I giornali avevano dato grossa enfasi ai ricorrenti, quasi che la Regione con il piano che raccoglieva le indicazioni delle municipalità, del Comune di Genova, della Provincia avesse causato danni e soprusi alle famiglie. L’avvocato dei ricorrenti aveva chiesto la sospensiva, cioè ieri il Tar avrebbe dovuto bloccare l’atto dell’Ufficio Scolastico Regionale che dava applicazione al Piano. Questo non è avvenuto. Ci sarà l’udienza definitiva a giugno, quando classi, organici e trasferimenti del personale, in tutta Italia, saranno già definiti.
Ma oggi qualcuno vuole far passare questa situazione come una vittoria. Di chi? E per che cosa? Mi sembra vergognoso che si travisi la realtà e mi sembra altrettanto triste la strumentalizzazione fatta sull’intera vicenda.
La programmazione è un atto fatto dagli enti locali e dalla Regione, secondo la legge, e non spetta certamente ai tribunali programmare, in nessun settore. Oggi la scelta del Tar di accettare la discussione a giugno, a mio avviso, è stata saggia. L’avvocato dei ricorrenti aveva già perso sulla richiesta di sospensiva sia per il Cassini che per il Da Vinci (con situazioni diverse da quelle delle medie, ma omogeneo sia sulle tempistiche scolastiche sia sul fatto che non si lede nessuno) ed è quanto mai inutile se non sciocco provocare dibattiti su chi vince o perde.
Non si possono fermare i processi educativi che vanno a vantaggio di famiglie e studenti solo per interessi particolari! Chi si accoda alla cultura del “tanto peggio, tanto meglio” gioca sulla pelle dei ragazzi, e questo si commenta da solo.
Noi agiremo sempre e solo nel rispetto delle norme e per il bene comune, cercando di non inseguire né le spinte demagogiche né gli interessi di pochi.

Massimiliano Costa, assessore regionale alla Formazione