Home page Home page Vai alla scheda di adesione



25 giugno 2009
Scuola
Scuola: l'assessora Cappello invita il Ministero ad investire

Sono gli immigrati a rischiare maggiormente di non passare l'anno scolastico, per questo bisogna impegnarsi per favorire l'integrazione.


Riguardo all’alta percentuale di studenti stranieri costretti a ripetere l’anno scolastico, l’assessora all’Istruzione della Provincia di Genova, Manuela Cappello, ha diffuso questa nota: “Gli allarmismi di questi giorni sulle bocciature degli stranieri non fanno altro che confermare un trend diffuso in tutta Italia e in costante crescita a causa dell’aumento della popolazione scolastica straniera.
Una recente indagine effettuata dalla Provincia di Genova evidenzia che, se nei primi due anni la percentuale di stranieri che ripetono è maggiore rispetto a quella degli italiani (39,6% contro 27,3% per il primo anno, 25,7 % contro il 23;8 per il secondo), a partire dal terzo anno la situazione si inverte e il rischio per gli italiani di ripetere diventa più elevato (6,52% per gli stranieri, 11,36% per gli italiani).
È evidente che le prime problematicità degli stranieri sono linguistiche, seguite dalla difficoltà di trovarsi in un ambiente a loro estraneo, con ritmi di vita stravolti.
Sarebbe, pertanto, altrettanto logico intervenire nei primi due anni con azioni di sostegno all’apprendimento della lingua, di mediazione culturale e supporto psicologico all’alunno e alla famiglia, al fine di agevolarne l’integrazione ed evitare perdite di studenti. Non a caso la Provincia da tempo sostiene il progetto Oasi presso alcune scuole i cui dirigenti scolastici credono in queste azioni e, insieme a noi, hanno ottenuto risultati evidenti.
Gli Istituti tecnici e professionali sono quelli con la più alta presenza di stranieri ed è li che troviamo gli insegnanti più preparati ad affrontare le situazioni più difficili, ed è li, maggiormente, che occorre investire in processi concreti e reali di integrazione.
C’è bisogno di risorse fisse destinate dal Ministero per poter svolgere un’attività strutturata di integrazione e di orientamento sin dalle scuole medie, e c’è bisogno di dirigenti che investano su tali azioni. Non si può lasciare un’attività così importante e necessaria alla buona volontà e discrezionalità degli insegnanti e non è sufficiente una figura professionale dedicata: è essenziale che tutto il corpo docente sia preparato e faccia un lavoro di squadra per poter rendere l’integrazione, davvero, un processo consolidato ed efficace”.