Home page Home page Vai alla scheda di adesione



26 giugno 2009
Politica locale
Tutti in piazza per l'Iran

Bandiere per la pace e drappi verdi per manifestare contro il regime di Ahmadinejad ed essere vicino alla popolazione iraniana.


Piazza De Ferrari giovedì pomeriggio si è riempita di bandiere della pace e drappi verdi simbolo dell’opposizione al regime di Mahmud Ahmadinejad, per esprimere solidarietà ai ragazzi e alle ragazze di Tehran.
Protagonisti dell’iniziativa gli studenti iraniani a Genova che hanno spiegato le ragioni della loro protesta. Stop alla repressione per il diritto del popolo iraniano ad esprimere le proprie idee e il dissenso; per la libertà di espressione e di manifestazione, no alla pena di morte per chi protesta; no alla censura dell’informazione; per il desiderio di pace, diritti e democrazia in Iran.
E’ stato un sit in silenzioso, al quale hanno aderito duecento manifestanti oltre a Cgil, Cisl, Uil, Emercency, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Sinistra e Libertà, Socialismo Rivoluzionario,  Sinistra Critica, Lila Genova, e a molti esuli iraniani.
In segno di solidarietà con la società civile iraniana il Segretario Provinciale del PD Victor Rasetto ha invitato i genovesi a esporre fuori dalle casa un drappo verde.
“In Iran è in atto una vera e propria tragedia – ha affermato Michela Tassistro, consigliera comunale del PD– che scaturisce dalla consapevolezza che l’80% dei giovani è andato a votare per poter riconoscere la propria opinione in modo democratico. Il coinvolgimento democratico che sta alla base è stato depresso con violenza, odio e morte. Il nostro impegno a favore del popolo iraniano è iniziato una settimana fa con il “Cinguettio per la democrazia” organizzato da LAB8 in piazza De Ferrari. All’evento hanno partecipato molte persone, ma ricordo volentieri il giovane iraniano che ha chiesto espressamente di creare un appuntamento settimanale in piazza per parlare dei problemi della loro terra; e la ragazza iraniana, libera professionista sposata con un genovese, che con le lacrime agli occhi per l’emozione ha letto i messaggi di twitter. Entrambi sono l’esempio dell’angoscia che la popolazione iraniana sta vivendo, e sono fieri di poter contribuire in modo che si possa conoscere, parlare e affrontare la situazione”.
Anche i Giovani Democratici di Genova hanno voluto partecipare all’evento con un loro volantino “Iran libero, ora!”, nel quale si legge: “Le notizie che provengono dall’Iran ci riempiono di rabbia e d’amarezza: migliaia di ragazze e di ragazzi come noi stanno scendendo in strada con grande coraggio a rischio della vita per affermare i loro elementari diritti umani. Chiedono che il loro voto conti, chiedono la fine della censura e della repressione, chiedono un paese senza torture, esecuzioni sommarie, omicidi politici, chiedono un’effettiva parità tra i sessi. Vorrebbero manifestare in pace le proprie opinioni e che la loro voce fosse ascoltata da chi detiene il potere assoluto sui loro corpi, sulle loro menti e sul loro futuro. Il regime di Mahmud Ahmadinejad e dell’ayatollah Khamenei risponde alla richiesta di “a better world” con una violenza abietta, arrestando giornalisti e oppositori, vietando i cortei, oscurando i blog della protesta, picchiando e uccidendo. Neda aveva tutta una vita davanti a sé, è stata colpita a morte mentre protestava armata solo della sua voglia di vivere. Molti e molte stanno seguendo il suo esempio. L’“Onda Verde” lotta per restituire all’Iran il diritto all’autodeterminazione e la libertà negata da trent’anni di teocrazia fondamentalista. Chiediamo a tutte le forze politiche e sociali, alle istituzioni e al governo italiano di  agire ora per portare una solidarietà concreta ai ragazzi e alle ragazze di Teheran, perché si fermino i soprusi e le violenze, perché il popolo iraniano venga prima degli interessi geopolitici e della fame di petrolio dell’Occidente, perché la crisi attuale giunga ad una soluzione pacifica e democratica”.