
5 agosto 2009 Sicurezza
La Sicurezza va garantita in modo efficace ma soprattutto stabile, nel rispetto delle competenze
Lettera aperta alla stampa di Alessandro Repetto, Presidente della Provincia di Genova

Durante la riunione di ieri del Comitato per l'Ordine pubblico e la sicurezza abbiamo accolto ufficialmente la comunicazione dell'invio, da parte del Governo, di 40 alpini artiglieri che presidieranno le zone critiche genovesi. Come giusto e doveroso da parte delle Istituzioni locali, anche io ho espresso non solo il massimo rispetto per questa decisione governativa ma anche garantito la disponibilità nel sostenere, con le risorse a disposizione, questa iniziativa. Perché l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini hanno e devono avere la priorità su qualunque disquisizione puramente politica e su qualunque strumentalizzazione mediatica. Premesso ciò, e ringraziando i quaranta soldati che offriranno la loro preziosa collaborazione nel difendere l'incolumità della cittadinanza, vorrei però invitare a una riflessione approfondita su questo provvedimento. Costituzionalmente, le Forze dell'Ordine preposte alla sicurezza delle città e del territorio sono la Polizia, i Carabinieri e la Guardia di Finanza. Non l'Esercito. Sul nostro territorio, in particolare, il loro lavoro è sempre stato di alto livello di professionalità e puntualità e i loro sforzi sono maggiormente lodevoli se si considera cosa comporta lavorare sotto organico, con risorse minori e non sufficienti a corrispondere alle reali necessità. Se si vuole affrontare e risolvere concretamente e politicamente il problema, estremamente serio, è fondamentale rafforzare le Forze dell'Ordine preposte a questo, riconoscere e valorizzare le competenze e le funzioni del Prefetto, del Questore e del Comitato per l'Ordine pubblico e la Sicurezza, recuperare le risorse economiche e umane che al momento vengono impiegate in attività se non superflue comunque riducibili. Penso alle innumerevoli scorte di ex segretari di partito, di ex politici, di ex ministri e di ministri, dove eccellenti poliziotti e carabinieri coprono ruoli di guardie del corpo non sempre necessari. Penso alle nostre truppe in missione all'estero, dove l'Italia è presente con contingenti qualche volta sproporzionati (vedi in Libano), con dispendio non solo di uomini e donne ma anche di soldi. La possibilità di rafforzare la Polizia, i Carabinieri e la Guardia di Finanza c'è e questo garantirebbe davvero una salvaguardia dei cittadini efficace. Ci sono intere zone di Genova, da Voltri a Nervi, che hanno bisogno di una presenza costante e continua, di presidi efficienti e non lasciati a strutture ridotte all'osso. Invece è stato trascurato il Patto Città Sicura che è stato lasciato scadere lo scorso 14 giugno e che promuoveva uno stretto rapporto delle autonomie locali con il Governo, riconoscendo al Prefetto il compito di coordinare le attività e le risorse sul territorio ed è, invece, stato privilegiato un centralismo governativo che ha visto come unica risposta una propagandata presenza dell'Esercito, con funzioni peraltro non corrispondenti alla propria natura istituzionale. Ho memoria di iniziative simili solo nei casi di regimi, penso a Tito nella ex Yugoslavia, o nei casi di gravi rischi di sommosse, disordini razziali e attentati, penso ai presidi di alcuni punti strategici di città in mano alla mafia o nei periodi del terrorismo. Allora, mi chiedo: sarà mica che in questa "Babele" di interpretazioni distorte della nostra Costituzione, il Ministro La Russa, che ama calarsi nei panni del "guerriero", ci voglia abituare, a poco a poco, a una diversa versione di ordine pubblico? Se esiste davvero l'intenzione di risolvere, efficacemente e stabilmente, il problema della sicurezza cittadina, rafforziamo i corpi che questo compito lo hanno sempre svolto istituzionalmente e con grande capacità, adeguando organici (in alcuni casi fermi al 1989) e investimenti in strumenti e mezzi tali da garantire un rapporto di moderno contrasto nei confronti di una criminalità internazionale sempre più aggressiva e sofisticata. Comunque: benvenuti Alpini. Alessandro Repetto, presidente Provincia di Genova

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