
7 agosto 2009 Sicurezza
Pinotti sul decreto sicurezza: “Stupiscono toni cinici e supponenti intervista Maroni a Corriere"
E' un rilievo che i sindacati di polizia hanno espresso con forza nei giorni scorsi ma che il Ministro non sembra accogliere con la dovuta serietà

"Stupiscono i toni cinici e supponenti dell'intervista al Corriere del ministro Maroni". Lo afferma in una nota la senatrice Roberta Pinotti, responsabile Difesa del PD. "Alla vigilia dell'entrata in vigore del decreto sicurezza - continua la senatrice Roberta Pinotti - è grave che il Ministro sottovaluti ancora le mille ricadute che questi provvedimenti avranno già dai primi giorni in cui entreranno in vigore. Tant'è vero che già prima si è dovuti ricorrere a delle modifiche, in particolare per quanto riguarda la regolarizzazione di colf e badanti, per ovviare ai gravi problemi che le norme avrebbero creato in migliaia di famiglie italiane. Così come si dovrà sicuramente pensare a un allargamento delle regolarizzazioni per quegli immigrati che benché clandestini lavorano nel nostro Paese. E' molto singolare infatti che, con l'introduzione del reato di clandestinità, il governo lasci nelle mani dei giudici di pace e delle questure, che da domani si troveranno in balia di norme fumose e poco chiare, il grave problema del lavoratore immigrato e clandestino da rimpatriare. Non sono definiti ne i tempi ne i modi e soprattutto dove queste persone dovranno soggiornare in attesa di essere rimpatriate. E' un rilievo che i sindacati di polizia hanno espresso con forza nei giorni scorsi ma che il Ministro non sembra accogliere con la dovuta serietà". "Così come - ribadisce la senatrice PD - è imbarazzante che continui a rivendicare come propri i risultati sulla diminuzione dei reati che in realtà sono il frutto dell'azione delle forze di polizia, delle politiche sulla sicurezza politiche di sicurezza del precedente governo e di quei patti tra città e governo che l'esecutivo precedente aveva avviato e che non si stanno rinnovando come denunciano gli amministratori e i sindacati di polizia. Tutte di questo governo sono invece la confusione e l'incertezza che da domani regneranno nella gestione di queste norme dimostrandone, se ce ne fosse ancora bisogno, il forte impianto ideologico che le caratterizza che è ben lontano dal bisogno di reale sicurezza dei cittadini italiani".

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