
10 agosto 2009 Sicurezza
Cara sinistra, non siamo il villaggio di Asterix
Lettera della sindaco Vincenzi a La Repubblica, edizione Genova

Si può parlare di sicurezza senza accendere la miccia delle polemiche a sinistra? Voglio provarci. Il bisogno di sicurezza non ha un colore politico, un campo di applicazione, un luogo privilegiato in cui esprimersi, perché tutti i cittadini, proprio tutti, hanno diritto di vivere e sentirsi sicuri nelle proprie abitazioni e nelle strade della propria città. Alle istituzioni pubbliche, Governo, Regioni, Province e Comuni, in base alle rispettive competenze, spetta il compito di garantirne il diritto nei modi definiti dalle leggi. Se il bisogno di sicurezza non ha un colore politico, le risposte politiche, invece, ce l'hanno. Ho già avuto modo di dire che i provvedimenti varati dal Governo sono insufficienti e il mio giudizio è negativo perché non vengono risolti i veri problemi: da un lato la carenza di uomini e di risorse economiche per le forze dell'ordine e la Magistratura, dall'altro il taglio dei trasferimenti agli Enti Locali che non possono intervenire adeguatamente in quelle aree dove spesso si annida la criminalità, piccola e grande. In questi due anni da sindaco di Genova (e come cittadino che vive ed ama profondamente la sua città) conosco i problemi e so quali sono gli interventi di cui ci sarebbe bisogno. In questi mesi abbiamo lavorato con i vertici delle Forze dell'Ordine per trovare, insieme, soluzioni. E voglio ringraziare pubblicamente Questore e Prefetto per la sensibilità e disponibilità dimostrata. Nell'ambito di questa collaborazione abbiamo messo a disposizione delle risorse, cosa che non era affatto scontata e soprattutto di nostra competenza. Lo abbiamo fatto perché io - e la mia Giunta - siamo dalla parte dei cittadini e dei loro bisogni, in primo luogo quando si parla di sicurezza e di diritti. Come sindaco mi muovo nell'ambito di un quadro costituzionale e legislativo ben definito. Governo una comunità di individui che esprimono bisogni a cui occorre dare risposte. Se i ministri La Russa e Maroni decidono di mandare i militari a Genova, so bene che non è ciò di cui abbiamo bisogno e che questo non risolverà i nostri problemi. Ma ho l'obbligo istituzionale e politico di inquadrare questo intervento nazionale in un contesto che si sposi al meglio con ciò che stiamo facendo, insieme alle forze dell'ordine, per la nostra città. Pertanto, prima di ogni altra cosa, se arriva un contingente di alpini a vigilare le strade di Genova devo garantire che questo avvenga nel quadro di un rapporto democratico e con un rapporto continuo con il Comune e non solo con il Governo. Avrei preferito che ben altri provvedimenti fossero presi dal Governo nazionale ma proprio in quanto al vertice di un'istituzione pubblica non posso e non voglio sottrarmi a un mio preciso dovere: rappresentare i cittadini assicurando che gli interventi del Governo nazionale siano funzionali ai bisogni della nostra città. Insomma cara Sinistra non aspettarti che io faccia di Genova il villaggio di Asterix o che preferisca tagliarmi un piede per far dispetto al calzolaio esoso. Genova ha una lunga tradizione democratica, e medaglia d'oro alla Resistenza, ed è una città aperta, tollerante, rispettosa dei dliritti di tutti. Ho accolto gli Alpini così come Genova sa accogliere chi viene in questa straordinaria città. Ma sia chiaro, e l'ho sottolineato nel mio saluto, il tutto deve avvenire in quadro democratico e di collaborazione fattiva. Questo è il riformismo che mi ispira, questo è ciò che intendo quando dico di stare dalla parte dei cittadini ed è questo lo spirito che voglio interpretare. Marta Vincenzi

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