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10 agosto 2009
Cultura e sport
Presidente Burlando a Maroni e La Russa: “Libero accesso negli stadi agli striscioni delle squadre”

“La norma ha creato non pochi problemi di rapporto tra i tifosi e la Questura, minando un lavoro prezioso di molto dialogo e di  promozione dell’autoresponsabilità dei tifosi"


Bene il lavoro dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive per prevenire la violenza negli stadi, ma la norma che dal marzo 2007 rende molto difficile esporre gli striscioni delle squadre durante le partite andrebbe rivista.
Questo il senso della lettera inviata oggi dal presidente della Regione Liguria Claudio Burlando ai ministri dell’Interno, Maroni, e della Difesa, La Russa.
"La nostra esperienza - scrive Burlando - vede i tifosi organizzati delle due principali squadre genovesi protagonisti di molteplici iniziative umanitarie, di solidarietà e di prevenzione al tifo violento. Anche per questa ragione, che vi è già stata rappresentata dall’ Onorevole Mario Tullo e dal Consigliere Regionale Gianni Plinio, Vi chiedo di valutare le norme che rendono molto difficile l’esposizione degli striscioni in occasione delle partite. Sarebbe opportuno che gli striscioni contenenti i colori delle squadre e il nome del club di appartenenza fossero di libero accesso,   regolamentati solo dai rapporti tra tifosi e società,  naturalmente negli spazi consentiti e nel rispetto delle esigenze di visibilità degli spettatori e delle riprese televisive".
“La norma in questione – continua Burlando -  ha creato non pochi problemi di rapporto tra i tifosi e la Questura, minando un lavoro prezioso,  fatto qui a Genova, di molto dialogo e di  promozione dell’autoresponsabilità dei tifosi. Molte misure promosse dall’Osservatorio si sono dimostrate utili a contrastare il fenomeno del tifo violento.  Questa,  invece, ci pare inefficace e non ha impedito di vedere sugli spalti striscioni offensivi o inneggianti a comportamenti non consoni, evidentemente non autorizzati dalle Questure. Vista l’imminenza dell’inizio del nuovo campionato – conclude la lettera del presidente della Liguria - sono a chiederVi di valutare queste osservazioni per rivedere le determinazioni  dell’Osservatorio".