Home page Home page Vai alla scheda di adesione



24 agosto 2009
Politica nazionale
Dal terremoto alla ricostruzione

Amministratori a confronto: dall'esperienza dei borghi umbri feriti dal sisma del '97 alle promesse di Berlusconi per gli sfollati abruzzesi


Ricostruire. Senza alchimie pubblicitarie, ma partendo dalle esperienze concrete delle amministrazioni locali che hanno dovuto affrontare nel nostro passato recente e devono affrontare oggi l’emergenza terremoto. Sul palco della Sala Guido Rossa, ieri sera, amministratori umbri e aquilani a confronto, in un incontro condotto da Luigi Vicinanza, direttore del quotidiano abruzzese ”Il Centro”.
“Ieri abbiamo inaugurato le prime case di legno per sfollati nel Comune di San Demetrio – racconta Stefania Pezzopane, presidente della Provincia dell’Aquila- grazie alla collaborazione con la Provincia di Trento e la sua Protezione Civile. Questo risultato dimostra che ci sono approcci diversi per la ricostruzione. Oggi con 50 mila sfollati l’emergenza all’Aquila è ancora tutta in piedi. Il presidente del Consiglio fa bene a venire nella nostra città, ma non deve limitarsi a fare propaganda. Occorre che collabori con le amministrazioni locali. Nella fase di ricostruzione i cittadini devono essere trattati come protagonisti, attuatori di questo processo e non come dei pacchi postali da spostare da un luogo all’altro”.
Protagonisti della ricostruzione sono stati invece gli abitanti di Nocera Umbra, colpita dal terremoto del 1997. “Nella nostra regione – spiega il sindaco Donatello Tinti – il terremoto ha ferito soprattutto piccoli borghi millenari. Che sono stati recuperati pietra su pietra grazie al coinvolgimento dal basso della popolazione nella fase di ricostruzione e al coordinamento di tutte le amministrazioni locali”.
L’importanza di ripartire dal centro storico per la ricostruzione dell’Aquila è stata sottolineata da Federico Oliva, presidente dell'INU, l'istituto nazionale di Urbanistica: “La ricostruzione deve cominciare dai luoghi identitari e per l’Aquila si tratta naturalmente del centro storico. Quello che ancora oggi non leggiamo è una strategia per la ricostruzione, che è fatta anche di bandi, concorsi, selezione delle personalità. C’è anche un problema di infrastrutture che devono essere ricostruite più efficienti di prima”.
“Il nostro Comune ha vissuto un grosso momento di difficoltà politica all’indomani del terremoto quando si è trattato di prendere le scelte per la ricostruzione” è lo sfogo di Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila.
“Noi abbiamo detto no alla new town – ha proseguito Cialente - Vorrei precisare poi che non è vero che sono tutte agricole le aree dove si è ricostruito e su queste aree ho chiesto che il 40 % venisse destinato al Comune per dare servizi ai cittadini”. “L’impressione che ho è che Berlusconi rischia di cedere alla tentazione del palcoscenico: belle case immediatamente, ma cosa succederà dopo? - si è interrogato Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti e membro della segreteria nazionale del PD- Non so quanto le case costruite da Berlusconi saranno funzionali al futuro dell’Aquila”.