
25 agosto 2009 Sicurezza
Parole Democratiche: Sicurezza
Il Muro di Padova? si può abbattere. Il dibattito alla Festa Democratica Nazionale con Roberta Pinotti e Flavio Zanonato

Paura. Quella con la P maiuscola. La Paura che paralizza le persone, la loro vita sociale e inasprisce i conflitti sociali. La Paura usata in maniera strumentale da una certa politica. E genialmente identificata dal comico Antonio Albanese nel “Ministro della Paura”, personaggio ricordato da Andrea Vianello in occasione del dibattito di lunedì sera di Parole Democratiche sulla Sicurezza alla Festa Democratica Nazionale. Accanto la Sicurezza, esigenza e diritto dei cittadini e dovere della politica. Di tutta la politica.
Alla paura e alla sicurezza sono state date risposte diverse e spesso contrastanti: cultura dell'integrazione o cultura del nemico? più militari in città o più opportunità per convivere meglio? La linea dura ha fatto breccia, spesso col consenso convinto della base, anche nel centrosinistra e a Padova il 'muretto' ne è stato quasi un simbolo. Ora il sindaco patavino Flavio Zanonato -il quale ha rimarcato d'aver battuto per la seconda volta Lega e Pdl- ha annunciato una nuova rivoluzione coperinicana: ‘Il muro di via Anelli -ha detto- si può abbattere perché ormai non serve più. E’ vero che la struttura ha fisicamente diviso le persone, ma ha anche consentito alle forze dell’ordine un maggiore controllo e ha impedito agli spacciatori di passare da una parte all’altra”.
Quella di Zanonato è una dichiarazione importante, non un ripensamento ma la dimostrazione di come la flessibilità degli strumenti da adottare sia importante, e a nulla servono pregiudiziali ideologiche: il muro serviva, è servito, ma non va difeso come un dogma: se ci si accorge che non ha più utilità, lo si può abbattere.
Chi invece costruisce, con scientifica determinazione, l'ideologia della Paura è la coalizione di centrodestra. Lo sottolinea con chiarezza la deputata Roberta Pinotti, responsabile nazionale Difesa per il PD: “Sia durante la campagna elettorale sia nei provvedimenti del governo Berlusconi –è intervenuta – il centro destra ha cavalcato e alimentato la paura. E ha voluto dare l’impressione di aumentare la sicurezza nel nostro Paese con provvedimenti eclatanti, anche se in realtà le risorse per le forze dell’ordine sono state tagliate di 3 milioni e mezzo di Euro”.
“Dopo Cipro, in Europa l’Italia è il Paese che ha più poliziotti, ma aumentare il numero di forze dell’ordine in risposta al crescere della delinquenza è la soluzione più ignorante, smentita da tutte le statistiche –ha spiegato Ernesto Savona, ordinario di Criminologia all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano- Più che aumentare le forze dell’ordine, servirebbe organizzare meglio le risorse a loro disposizione, oggi decisamente insufficienti. Non dimentichiamo, poi, che le statistiche ci dicono che in Italia, in Europa e in America da almeno dieci anni i reati sono in calo. E’ cambiata però la percezione di questi reati, anche per l’effetto moltiplicatore dei media. Oggi si sta meglio, c’è meno criminalità”.
Lo dice anche Sandro Perico, presidente del CIV di Pre Maddalena, da sempre impegnato nella riqualificazione del quartiere dove lavora da trent’anni, che racconta: “Allora se entravi in via Pré vestito, uscivi nudo. Oggi non è più così, la vivibilità del nostro quartiere è decisamente migliorata”.
Da Genova a Padova, altra città del Nord Italia che vive sulla propria pelle la questione sicurezza. “Non mi preoccupo di essere soprannominato sindaco sceriffo -ha dichiarato il primo cittadino di Padova Flavio Zanonato- perché lo sceriffo è un buono, protegge i cittadini. A Padova apriremo un ragionamento su cosa vuol dire immigrazione e per capire quali comportamenti adottare per non aumentare l’insicurezza della popolazione. Ma vorrei sottolineare che, se continuiamo a pensare che tutti quelli che non la pensano come noi sono razzisti, non andremo lontano”.
“Oggi la parola sicurezza è diventata una parola quasi “psicotica” per la politica –ha esordito don Antonio Mazzi- che continua a ripeterla ossessivamente aumentando così la paura dei cittadini. E poi perché per noi la parola sicurezza deve essere sempre accostata alla questione dell’immigrazione? Certi quartieri di Milano sono “proprietà” esclusiva della nostra criminalità organizzata con situazioni di totale invivibilità”.
Un fenomeno, quello della criminalità organizzata “nostrana”, spesso protagonista sulla stampa estera quando si parla di Italia, come sottolineato da Frank Paul Weber, del giornale francese La Tribune. Sulla questione degli immigrati è ritornata anche la deputata Pinotti: “L’immigrazione va regolata, è vero, ma per contrastare l’immigrazione clandestina i provvedimenti del governo sono del tutto inadeguati e illogici. Il centro destra vuole far vedere che mostrando i muscoli si ostenta sicurezza e intanto crea il nemico, che per loro è l’immigrato”.
di Alice Tordo

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