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26 agosto 2009
Cultura e sport
In tour con Bacci Pagano

Dopo l'incontro nella Libreria Mille e una notte, una quarantina di persone ha accompagnato lo scrittore Bruno Morchio e lo storico Riccardo Navone sui passi del disincantato investigatore privato


Un seguito di circa quaranta persone ha accompagnato lo scrittore Bruno Morchio e lo storico Riccardo Navone sui passi del disincantato investigatore privato Bacci Pagano attraverso il centro storico genovese, ambientazione dei romanzi  gialli di Morchio. Molti, provenienti da altre regioni italiane come la vicina Lombardia e altri dalla lontana Campania, sono stati spinti dalla curiosità di ripercorrere dal vivo i luoghi frequentati da Bacci e descritti con tanta minuziosità dall’autore.
Il giro è iniziato verso le 19,30 con una prima spiegazione della storia di piazza Caricamento  per poi alla volta dei caruggi veri e propri. Chi non era di Genova ha scoperto il fantastico labirinto di vicoli bui e piazzette poco soleggiate che conferiscono un aspetto un po’ torbido alla realtà del centro storico, ma allo stesso tempo, proprio per questo, affascinante come appunto il personaggio dei romanzi di Morchio.
Lo storico Riccardo Navone ha guidato il giro in modo impeccabile da via Canneto il Curto passando per via San Bernardo, indicando edicole con  madonnette annerite, spiegando le guerre tra le grandi famiglie storiche del luogo per il monopolio sulle merci, i saccheggi da parte dei genovesi in Terra Santa, raccontando i segreti  dei potenti della storia genovese, facendo sostare la comitiva davanti a Santa Maria di Castello e portandola infine in Stradone Sant’Agostino alla volta dell’ex casa dello scrittore stesso, proprio davanti alla Facoltà di Architettura, il quale ne ha reso anche l’abitazione del suo personaggio, e del  locale dove il suo Bacci Pagano ama sorseggiare i suoi cocktail preferiti: Daiquiri, Negroni e Margarita.
Il tour ha risposto bene alla domanda sul rapporto tra il personaggio e la realtà genovese dell’immigrazione posta già prima durante l’incontro con lui e Bigazzi nello spazio “Le mille e una notte”, all’interno della libreria della Festa dentro la Loggia dei Banchi. "Genova è oggi una città dove pesto, cous-cous e kebap convivono serenamente senza alcun attrito -dice l’autore- E’ un equilibrio che non va spezzato: il centro storico ha un’alta concentrazione di immigrati. E immigrati e genovesi  si incontrano negli stessi bar senza alcun problema. Questa Genova vecchia e provinciale mostra di essere una capitale morale che non ha niente da invidiare alle grandi metropoli".

di Sara Minoggio