A parlare di ragioni e idee per il futuro, la sala Guido Rossa della Festa ha visto giovedì pomeriggio come protagonisti Rosy Bindi, vicepresidente della Camera, e Nichi Vendola, governatore della Puglia e leader di Sinistra e Libertà; il dibattito è stato condotto da Giuliano Giubilei. Le dimissioni di Boffo. Prima di entrare nel vivo del dibattito il moderatore della serata il giornalista Rai, Giuliano Giubilei ha voluto chiedere ai due leader politici un commento sulle dimissioni del direttore dell'Avvenire, Dino Boffo.
“Non voglio commentare – ha detto Rosy Bindi - né ho il diritto di sindacare le scelte personali di Boffo. Posso solo rispettare le ragioni profonde di questo gesto estremo. Quindi nessun commento ma solo solidarietà. Quello che sta succedendo in questo periodo in Italia non ha precedenti. Un momento in cui la libertà di informazione sta subendo un attentato con una scientificità che ricorda le rappresaglie di altri tempi. Il Pd deve smetterla di considerare il problema con intermittenza perché è una questione di tutti i giorni”.
“Le critiche sono il sale e il presupposto della democrazia” ha continuato la Bindi ricordando quanto sta succedendo a Rai 3, la Repubblica e L'Unità dopo gli attacchi di Berlusconi. “La cosa è ancora più grave perché il caso dell'Avvenire tocca i rapporti tra Stato e Chiesa. Di fronte a Berlusconi e le sue armi, Mussolini era un dilettante. Ci sono anche i manganelli contro gli immigranti e gli omosessuali, la privatizzazione della sicurezza, più l'uso di armi di distruzione dell'informazione mentre si resta incuranti dei veri problemi del Paese che continua a impoverirsi”.
Dello stesso parere anche Nichi Vendola. “Era una storia che doveva concludersi con delle dimissioni. Ma per decenza, doveva essere Berlusconi a dimettersi”. Per il leader di Sinistra e Libertà siamo davanti ad un “clima indecente e preoccupante”. In più si preannuncia un autunno incandescente dove sarà difficile cancellare la crisi.
“È un conflitto – ha ribadito il governatore della Puglia – di legalità. Berlusconi vede i propri interessi privati come unico interesse pubblico. C'è uno scivolamento progressivo che non ha rispetto per nessuna persona. Ne posso parlare io che sul Tg1, sullo scandalo pugliese delle escort, sono apparso in foto quando si parlava di prostitute. Ha ragione Rosy, sono in atto tecniche sofisticate per mettere la museruola alle persone libere. Io, però, da persona libera non mi metterò a tacere.
“L'attacco ai diritti sociali e all'informazione – ha evidenziato Vendola – sono le due facce della stessa medaglia. Restringere la libertà di critica e di stampa di tutti i ceti subalterni come ad esempio i precari nella Scuola”. Un'emergenza democratica perché “contro la crisi, si finanzia la cultura e non si riduce il welfare all'elemosina”.
Analisi mondo cattolico. Sembra sempre più chiaro che si sia creato un solco tra la Chiesa e il governo. È paradossale che sebbene la maggioranza dei cattolici abbia votato Berlusconi alle passate elezioni, nonostante le critiche da parte dell'Avvenire e di Famiglia cristiana, “da un sondaggio – ha ricordato Rosy Bindi – emerge che il 70% degli italiani non è scandalizzato della morte in mare dei 73 profughi eritrei. Un chiaro campanello d'allarme che qualcosa è cambiato profondamente. Forse il centrodestra è stato molto più vicino di noi ad alcune attese della Chiesa cattolica”.
Un errore di interpretazione perché “noi durante il Governo Prodi – ha ribadito la Bindi – eravamo considerati poco affidabili perché attraverso i DICO ci preparavamo ad allargare i diritti civili che avrebbero tutelato davvero la famiglia e perché volevamo approvare una legge sulla terapia del dolore. Io perdono ma non dimentico: è stata organizzata una piazza contro i DICO da persone che, senza dubbio, non sono certo dei campioni di famiglia. Chi è senza peccato, scagli la prima pietra ha detto Gesù. Nessuno ha scagliato pietre e nessuno, oltre Cristo poteva dire quella frase. Berlusconi pretende di fare Gesù Cristo. Ma ce n'è solo uno”. Il paragone non regge ha ricordato con una battuta Vendola: “Non ha la stessa età!”.
Verso le elezioni regionali. “Ho un piede dentro e uno fuori dalla politica” ha risposto Vendola su quale potrebbero i prossimi scenari e alleanze politiche. “La vita politica non ricopre tutta la mia vita. Ma voglio rivendicare che ho servito con buona fede e onestà la Puglia”. Da ultima che era nel 2005 in tante statistiche, considerata l'ultimo anello della catena meridionale, la Puglia di oggi è motivo di orgoglio e di vanto, “rivoltata come un calzino e moralizzata nella vita pubblica. L'unica regione da Roma in giù in cui la sanità non sia stata commissariata”.
A riguardo delle possibili alleanze in vista delle elezioni regionali, Vendola ha scherzato ricordando che da giorni ci “accontentiamo prima di essere obamiani e ora di essere nipponici. Vedo una riscossa con la Linke tedesca, una nuova sinistra capace di affrontare il processo di riorganizzazione. Ma il mio obiettivo è quello di una grande alleanza meridionalista che non fa il verso alla Lega Nord ma che sia capace di vincere attraverso la legalità e lo sviluppo. Con al centro del suo programma la questione morale perché la classe dirigente abbandoni l'idea che la povertà sia qualcosa di fisiologico”.
Anche per la Bindi la questione morale è una priorità dell'agenda del Pd. “Ma la vera questione morale è che la politica faccia il suo mestiere. Il Pd si deve domandare che rapporto abbiamo con il governo delle istituzioni? Siamo davvero a servizio dell'interesse generale o no? La questione morale non può essere l'argomento principale quando qualcuno viene preso con le mani nella marmellata”.
“Ho sentito parlare tanto di Puglia in questi giorni – ha continuato la Bindi – ma qualunque cosa si vuole fare, non la si fa senza Vendola. Ovunque si pone il problema di ricostruire il centrosinistra. Io sostengo Bersani perchè è l'unico che oltre a ricostruire il partito vuole ricostruire anche il centrosinistra. Dando un'alterativa di governo, il Pd tornerà a vincere così come si è vinto due volte con Prodi. Avevamo dato un'alterativa di governo agli italiani. Da questo punto di vista chiedo a Franceschini un po' di autocritica: i teorici dell'andare da soli non possono trasformarsi in teorici della ricostruzione del centrosinistra”.
“Ripartiamo dalle persone che condividono gli stessi principi – ha evidenziato la Bindi -, si ricomincia da qui. Anche con Di Pietro ma sulla base di regole precise. Il qualunquismo va bandito. E ritorno a dire chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
“Aprire il dialogo anche con l'Udc?” si è domdata il vicepresidente della Camera. “Perché no ma ricordando che non ci possono essere condizioni del tipo se c'è Vendola allora non c'è l'Udc. O tutti e due o nessuno. Quando Casini parla di Comitato di Liberazione Nazionale da Berlusconi va preso sul serio ma bisogna ricordare che se ha preso le distanze dal suo vecchio alleato, non si significa che voglia allearsi con il centrosinistra bensì che partecipa al gioco per prendere il posto lasciato libero da Berlusconi”.
“Ma la condizione principale – ha concluso Rosy Bindi è che il Pd sia forte, un partito con un progetto ed un'identità precisa, radicato nel territorio e che sappia avere una posizione chiara su tutti i temi principali per il Paese. Cosa che fino ad ora non ha fatto. Avere la pazienza di ricreare il consenso, perché questa, è la politica”.
Di Andrea Draghetti