
6 settembre 2009 Politica nazionale
I valori della Resistenza
Raimondo Ricci, Armando Cossutta e Francesco Garofani alla Festa Nazionale

“Cari amici, cari compagni e compagne, sono emozionato. Questa Festa si conclude con un riferimento indispensabile a quello che è il senso profondo della nostra storia, una storia vera, che le giovani generazioni devono sapere, perché conoscendo il passato, si può affrontare il presente, oggi pericoloso e grave”. Raimondo Ricci, presidente nazionale Anpi, è alla festa Democratica Nazionale per raccontare la Resistenza. Parla a braccio per mezz’ora, con lucidità e forza. “Dopo l’8 settembre, l’Italia non è morta, ha avuto un ritorno alla ragione: diverse sensibilità politiche e sociali, unite da una profonda scelta antifascista, sono riuscite a cambiare l’identità del paese: da totalitario a democratico. Quelle stesse forze hanno portato alla Repubblica a alla Costituzione. La memoria di tutto questo è fondamentale”. Sulle spalle 88 anni di esperienza. Da giovane: la montagna, il carcere, Matthausen. “Oggi dobbiamo rifarci a questa storia per difendere i valori scritti nella nostra Carta, quel patto tra uomini liberi per costruire un’ Italia diversa. Noi la dobbiamo difendere questa democrazia- quasi grida, Raimondo Ricci- per il sacrificio di centinaia di migliaia di persone, e per ridare al nostro paese quella dignità che va perdendo, a causa del potere assoluto, miserando e miserevole, del nostro presidente del Consiglio e della sua corte”. Il partigiano Ricci vede bene tra le pieghe del presente e ammonisce: ”Occorre un programma generale diverso, basato sull’attuazione della Costituzione. Il rapporto con la storia, la resistenza, i principi costituzionali, sono il cemento che unisce le forze positive e le generazioni. Dobbiamo andare verso una riscossa, c’è di mezzo il destino dell’Italia e dell’Europa”. In quegli anni è cambiata l’Italia. Nel mezzo, la guerra di liberazione. “Una guerra popolare, unitaria e nazionale- la voce è quella di Armando Cossutta, partigiano, comunista, ora vicepresidente vicario dell’Anpi – Accanto ai 300mila partigiani c’era un popolo intero. Eravamo comunisti, socialisti, liberali, democratici cristiani, persino monarchici. Non avevamo la stessa opinione ma eravamo uniti per un fine comune. So benissimo che ci sono stati episodi crudeli e non giustificabili, ma sono episodi, non sarà il sangue dei vinti a oscurare la resistenza. Là partono le nostre radici”. Passato e poi di nuovo presente. E poi ancora futuro, preoccupante e minaccioso. “La situazione è grave- continua Cossutta- le più grandi conquiste di libertà sono messe in pericolo. Come Anpi Abbiamo manifestato solidarietà a Ezio Mauro, oggi voglio mandare un messaggio affettuoso al direttore de L’unità, contro questo grave inaudito attacco alla libertà di espressione. L’Anpi non è un partito, né vuole esserlo, siamo un’associazione popolare, nazionale e antifascista che vuole stimolare, criticare e unire. Collaboriamo insieme per uscire da questa crisi e per ritrovare la speranza, non possiamo aspettare a lungo. Viva la resistenza, viva l’Italia”. Resistenza, libertà, costituzione. Sono i valori tramandati dalla memoria collettiva di chi ha vissuto l’Italia del fascismo e della guerra. E poi ha scelto di combattere. “Dobbiamo fare in modo che questa storia continui a vivere- conclude Francesco Garofani, ex direttore del Popolo, ora deputato Pd- Perché oggi resistenza vuol dire difesa dell’unità nazionale, solidarietà, e poi, naturalmente, libertà di informazione. L’Anpi può contare sul Pd come grande forza di opposizione. Insieme, ognuno rispettando l’autonomia dell’altro, dobbiamo fare la nostra pagina di resistenza”.
di T.Turatti

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