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31 agosto 2009
Politica nazionale
Democratici con chiarezza

Testo di Ivana Giannone, Foto di Michele Guelfi



marino alla festa.jpg"Un partito federale che dia risorse ai territori, un partito laico, democratico e di sinistra”.
È questo il Partito Democratico voluto e sognato da Ignazio Marino, accolto alla Festa Democratica nazionale da una folla plaudente.
“Il PD ha bisogno di chiarezza - ripete più volte nel corso dell’intervista condotta dal giornalista dell'Espresso Marco Damilano - Il partito deve essere una cerniera di tutti coloro che si riconoscono a sinistra e un punto cardine dell'opposizione. Dobbiamo esigere chiarezza, non è infatti possibile che il giorno in cui ci sono dei respingimenti tre leader che sono anche stati ministri abbiano posizioni opposte: uno dice che è d'accordo con Maroni, uno che è in disaccordo e uno resta a metà. Ma come fa un elettore di sinistra a capire cosa sta votando?”.

Questioni irrisolte, decida il popolo del PD
Incalzato dal suo intervistatore sulle differenze fra le tre mozioni Marino risponde: “Fondamentalmente le differenze tra la mozione Marino e le mozioni Franceschini o Bersani sono nella chiarezza e nella capacità di dire dei sì e dei no”. E porta come esempio il tema del nucleare: “E’ stato calcolato che per il 2050 il pianeta avrà una temperatura di due gradi superiore a quella attuale. Ebbene di fronte a questo noi diciamo che il nucleare non lo vogliamo”. Stesso discorso per i cosiddetti “temi etici”, su cui il senatore scherza: “Pensavo che dopo la rivoluzione francese si chiamassero diritti civili” e prosegue: “Sono un cattolico che pensa che sia necessario lavorare per uno stato laico, perché la laicità è un metodo di lavoro”. È su questo punto che il candidato guadagna il suo applauso più fragoroso, con tanto di standing ovation, ed è a questo punto che propone un “referendum che chieda al popolo delle primarie come vuole sia scritta la legge sul testamento biologico. Se il 99 per cento dei nostri elettori dice no al mio disegno di legge sul testamento biologico allineandosi a Paola Binetti, me ne farò una ragione, ma se il 99 per cento dei nostri elettori dirà si al mio disegno di legge anche la Binetti dovrà farsene una ragione”.

Primarie ad ogni livello
Sull’organizzazione del partito, Marino difende l’uso delle primarie come meccanismo di scelta dei candidati. “Non voglio un partito piccolo di soli tesserati, voglio un grande partito. Primarie sempre e comunque perché il vento è cambiato e va in quella direzione e noi non vogliamo essere superati dalla storia”. Anzi, usando un termine scherzoso, parla anche di “doparie”, “per valutare se si tratta di persone da ricandidare o da sostituire con altri più bravi. Comunque lo deve scegliere la nostra gente”.

Nomine Rai, regole da cambiare e in fretta
Al centro del dibattito anche le questioni di attualità, dall’attacco di Berlusconi alla libertà d’informazione alle nomine Rai: "Credo che ci sia da vergognarsi per quello che sta accadendo. Credo che il premier e i suoi giornali si dovrebbero occupare del fatto che il Paese si sta impoverendo, del fatto che abbiamo 8,9 milioni di poveri, 2,9 milioni di indigenti assoluti e servirebbe una reazione forte da parte del governo. Il problema è che nel nostro Paese c'è una questione molto importante sulla libertà di informazione con un presidente del Consiglio che ha il controllo della maggior parte delle tv, è il principale editore del Paese e ha un problema importante: non ama la stampa e quello che sta accadendo in questi giorni ne è la dimostrazione. Questo è un problema importante per un partito che si chiama Popolo della libertà". Da qui alla questione delle nomine in Rai il passo è breve e Marino dichiara: “Noi dobbiamo essere in grado di dire “nomine zero”. Impegniamoci a cambiare le regole del servizio pubblico. Io vi assicurò che se sarò eletto lo farò. Per quanto riguarda gli altri candidati credo che sia in ballo una questione di credibilità. Glia altri due candidati sono stati al governo e non hanno cambiato le regole, mi sembra poco credibile pretenderlo adesso con 100 voti di differenza alla Camera e 40 al Senato”.

marino alla festa 2.jpgSalute, un diritto dell'individuo
Si parla anche, e ovviamente, di sanità, che secondo Ignazio marino deve essere “una delle battaglie principali da portare avanti”. “La salute, secondo Costituzione è un diritto dell’individuo, non dell’italiano” esordisce richiamandosi alle alla morte dei 75 eritrei abbandonati in mare. Poi passa a delineare un’Italia in cui “dal Sud partono un milione di famiglie l’anno per andarsi a curare al Nord e a queste persone Bossi vuole imporre gabbie salariali per farle guadagnare di meno”. Ma non è solo la questione meridionale a preoccupare, “il Servizio sanitario nazionale è un bene da difendere e il Pd deve intervenire. In primo luogo introducendo un’agenzia al di sopra delle parti che si occupi di verificare e di valutare. In secondo luogo serve una verifica del S.S.N., al quale ogni anno gli sprechi sottraggono 15 miliardi, il 15% del finanziamento. In terzo luogo si deve lottare contro l’ingerenza della politica. I direttori sanitari devono essere vincolati a degli obiettivi e i primari devono essere scelti perché rappresentano il meglio e non perché sono amico di questo o quel politico”.

Alleanze sulla base dei programmi
E chiamato in causa sul tema delle alleanze, e in particolare con l’Udc, precisa: “Credo sia difficile fare un'alleanza con un partito che prende buona parte dei suoi voti dalle aree che votano Totò Cuffaro. Per noi la legalità è irrinunciabile". Mentre su ipotetiche alleanze con partiti della maggioranza scherza: “Non vorrei che si volesse fare del Pd una corrente del Pdl, siamo un partito di sinistra, alternativo, non facciamo alleanze con il Pdl". Ultima battuta sul rapporto con l’Italia dei valori: "Le alleanze vanno cercate sui programmi e sui contenuti e non strumentalmente su chi ci sta più simpatico o ci offre un'opportunità in più. So che i toni dell'Idv talvolta non sono quelli in cui mi riconosco ma ora è il momento di fare opposizione senza dividerci".