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1 ottobre 2009
Cultura e sport
"Noi amiamo troppo il teatro e la città per fare del Carlo Felice oggetto di scontro politico"

Intervento della sindaco Marta Vincenzi


"Noi amiamo troppo il teatro e la città per fare del Carlo Felice oggetto di scontro politico. Io mi sottraggo e non intendo che su questo si giochi una partita politica su cui ho più di un sospetto”.
Marta Vincenzi risponde così, in un’apposita conferenza stampa, all’indomani del rinnovato commissariamento del Teatro lirico genovese, da parte del Ministro ai beni culturali, Sandro Bondi. Dopo la recente lettera inviata dalla Sindaco al Ministero, in cui si chiedeva la fine dello stesso commissariamento e un ritorno alla normalità di governance, come da statuto, la risposta del Governo è arrivata, non per via ufficiale, ma attraverso le dichiarazioni a mezzo stampa di esponenti del Pdl. Il commissario Ferrazza, così ha deciso il Ministro Bondi senza comunicarlo ufficialmente a Sindaco e soci fondatori, rimarrà fino a maggio 2010, a causa dei gravi problemi in cui versa ancora il teatro. E a chi, fra le fila del centro destra ha accusato la giunta Vincenzi di esserne la causa, la Sindaco risponde duramente:
“E’ una chiara martellata in vista di fini elettorali che nasconde il vero problema di questa faccenda: una riforma ministeriale degli enti lirici più volte annunciata e mai attuata, sostituita invece da una riforma strisciante e pericolosa, la sottrazione progressiva di risorse alla cultura e un approccio escludente tra territorio e centro, in direzione opposta rispetto al federalismo più volte decantato da questo Governo. E’ uno schiaffo che la Destra sta dando alla cultura di questo Paese, e non solo a Genova”.
Il Commissario Giuseppe Ferrazza era stato nominato nel luglio 2008 in seguito alle gravi difficoltà gestionali del Carlo Felice ed era stato poi riconfermato sei mesi dopo, anche a causa dei problemi sorti sul fondo pensioni in sospeso da molto tempo.
“Il Commissariamento era inevitabile e giusto, per la soppravvivenza stessa del teatro, che andava diventando, anche nell’opinione generale, più un peso che un valore. Detto ciò- continua la Sindaco- grazie all’intervento congiunto di Comune e Regione, che hanno versato ciascuno 3 milioni di euro, la questione dei fondi pensione si può dire risolta. Nel 2007 abbiamo consegnato al Commissario un teatro in gravi difficoltà gestionali, ma senza deficit di bilancio. Oggi, invece, c’è un ammanco nel bilancio previsionale 2009, non certo dovuto alla diminuzione dei fondi da parte degli enti locali. Purtroppo la relazione che il commissario Ferrazza ha redatto per il Ministro Bondi non ci è stata consegnata, il Governo su questa ha deciso di rinnovare il commissariamento, senza consultare i soci fondatori e gli enti locali. Ne prendo atto”. 
La proroga di Ferrazza, di fatto, è stata possibile grazie al cambio di normativa sui commissariamenti effettuato dallo stesso Bondi nel dicembre 2008. Grazie alla nuova norma, infatti, il Governo può estendere la fase commissariale vigente senza consultare gli enti locali.
“Naturalmente chiederò un incontro per avere la versione formale dal Ministro, che non mi ha mai risposto in questi mesi, e la visione della relazione del Commissario da cui bisognerà ripartire, ma, nel frattempo, noi continueremo il percorso che, con i soci fondatori, ci eravamo dati: costruire un nuovo progetto di ristrutturazione poliennale di ampio respiro, che possa attrarre nuovi sponsor e sviluppare le potenzialità di questo teatro”.
A causa dell’assenza di un vero progetto di rilancio, implicito nella condizione di commissariamento, i fondi degli sponsor privati sono scesi del 60% a cui poi si è anche aggiunta la riduzione operata dal Governo sul Fus. Conclusione: in graduatoria Genova è la città in cui l’ente lirico riceve meno.
“Ecco perché noi avevamo cominciato a valutare una gamma di ipotesi per formulare un piano industriale da ora al 2014, tenendo ferma l’occupazione, senza licenziamenti, ma con un vero progetto di ristrutturazione disegnato su modelli europei, in particolar modo su Berlino. Continueremo a fare questo lavoro, perché i commissari e i ministri passano, ma il teatro resta. Il mio sostegno al Carlo Felice e la volontà di cercare nuove forme di sponsorizzazione li garantisco da subito. Seguiteremo ad aiutare il commissario Ferrazza e cercheremo altri sponsor, perché il teatro possa trovarsi pronto nel 2010, ma dimostreremo che, per noi, fare cultura è un’altra storia”.