
20 dicembre 2009 Economia e lavoro
Legge Finanziaria 2010: la proposta di Anci Liguria
La presidente Marta Vincenzi: "Il documento fa precise proposte per superare l'attuale crisi congiunturale e per cercare di avviare l'auspicato federalismo fiscale"

La Consulta Economica di Anci Liguria - coordinata da Franco Floris , sindaco di Andora, ha elaborato un documento in relazione alla Legge Finanziaria recentemente approvata dalla Camera dei Deputati. “Il documento non si limita – dichiara il presidente di Anci Liguria Marta Vincenzi - ad esaminare le ricadute negative sui Comuni Italiani, ma fa precise proposte per superare l'attuale crisi congiunturale e per cercare di avviare l'auspicato federalismo fiscale". Ecco nel dettaglio la proposta inerente alla legge finanziaria 2010 Premesso che: - la perdita di gettito conseguente all’esenzione dal pagamento ICI prima casa, è una mancata entrata che si ripercuote annualmente nei bilanci comunali, che non è possibile lottare con il Governo ogni anno in sede di finanziaria, per ottenere il trasferimento dovuto, da quantificare sulla base della certificazione prodotta dai Comuni attestante l’esatta mancata entrata anno per anno, tenuto presente che l’ ICI è una tassa dinamica; - stante l’ammontare del debito pubblico, pari a circa € 1.800 miliardi, comportante una spesa in parte corrente del Bilancio dello Stato pari a circa 70 miliardi per interessi, è confermata la compartecipazione e l’impegno degli Enti locali alla riduzione della spesa pubblica, fermo restando che anche gli altri comparti pubblici devono contribuire alla riduzione del debito pubblico; -ai sensi dell’art. 58 decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito in Legge 06 agosto 2008 n. 133, gli Enti locali, prima di approvare il Bilancio di previsione, provvedono alla ricognizione del proprio patrimonio immobiliare, al fine di rivalutare i beni non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali pertanto, suscettibili di valorizzazione, ovvero di dismissione per utilizzare i proventi derivanti dalle alienazioni di tali beni, per investimenti in opere ed infrastrutture pubbliche, evitando in tal modo di ricorrere a forme di indebitamento quali leasing o mutui; Si propone: 1. che anche lo Stato provveda alla redazione di un Piano della alienazioni dei beni pubblici del demanio, anche militare con le stesse modalità di cui all’art. 58 del D.L. 112/08 (sdemanializzate o da sdemanializzare), affinché, attraverso una ricognizione e valorizzazione del proprio patrimonio, provveda da un lato a recuperare entrate utili alla riduzione della spesa pubblica e dall’altro a valorizzare il patrimonio in stato di abbandono o in disuso. 2. che si proceda ad un’attenta operazione di recupero delle entrate fiscali ad oggi attestate in misura nettamente inferiore alle previsioni, per evitare di ricorrere a nuove forme o incrementi di imposizioni gravanti sui cittadini. 3. che venga garantita stabilità nei Bilanci comunali mediante un trasferimento costante per tutti gli anni (e non da determinarsi anno per anno), corrispondente al mancato gettito derivante dall’ esenzione dal pagamento ICI prima casa, come certificato dai Comuni. 4. che venga consentito agli enti locali di acquisire ulteriori risorse, in sostituzione dell’ICI, che rappresentino un’entrata certa, eventualmente con una tassa comunale che raccolga in sé, sia la tassa patrimoniale che quella sui servizi, 5. che venga assicurata la partecipazione non solo degli Enti locali, ma di tutti i comparti nella riduzione della spesa pubblica e del debito pubblico.

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