
14 gennaio 2010 Cultura e sport
Sulla moschea si può discutere ma abbandoniamo la demagogia
Lettera a La Repubblica di Andrea Ranieri, assessore alla Cultura Comune di Genova

Una decisione di Giunta è un atto politico che rende esplicito, trasparente, verificabile un percorso. Dai cittadini in primo luogo, e poi da tutti i contraenti della Convenzione che sarà oggetto di una delibera e di una decisione del Consiglio Comunale. Tale è stata la nostra decisione del 23, sulla moschea di Genova. Sulle decisioni è possibile aprire un confronto, un dialogo aperto e sereno, in vista delle ulteriori decisioni amministrative. Non mi pare che stia avvenendo. Non ho sentito fino ad oggi alcuna argomentazione serena e motivata né contro la Moschea né contro la sua collocazione al Lagaccio. Ma 1) La riproposizione di argomenti fondamentalisti quali la inconciliabilità fra Islam e democrazia, o il carattere intrinsecamente violento della religione islamica, che contrastano con decenni di politica estera italiana da sempre ispirata a rapporti di amicizia con i Paesi arabi (da Craxi a D’Alema, da Andreotti a Berlusconi) e con lo spirito e la pratica orientati al dialogo della religione cattolica. 2) L’affermazione che la Moschea sarà fonte di insicurezza e incubatrice di terrorismo, contro tutte le analisi e le pratiche dei Paesi democratici. Analisi che vedono nelle moschee aperte, verificabili, un elemento che rende possibile un maggior contrasto al terrorismo, anche attraverso il dialogo e la cooperazione con le comunità islamiche che rifuggono dalla violenza, e che sono la grande maggioranza dell’Islam mondiale. Esempi recenti i progetti di Moschea a Marsiglia e Colonia, rette da amministrazioni di centrodestra. 3) L’uso, contro la collocazione al Lagaccio, di dati senza fondamento, come l’invasione islamica di 6000 fedeli alla settimana (saranno, alle funzioni del venerdì due o trecento), o la rappresentazione dei cittadini islamici genovesi come un popolo di devianti e potenziali criminali. Gli islamici praticanti genovesi sono forse di tutta la popolazione la parte più ligia alla legge, e, per gli stessi dettami della propria religione, alieni da ogni eccesso. Abbiamo scelto l’area dopo aver esaminato tante altre possibilità perché risponde ai criteri ritenuti più favorevoli a una integrazione serena e non conflittuale. Tutte le scelte urbanistiche sono discutibili. E il consiglio comunale sarà chiamato a discuterne. Abbiamo semplicemente chiesto a questi esponenti del Popolo della Libertà che si dichiarano a favore della Moschea ma in disaccordo con la collocazione al Lagaccio, di argomentare seriamente il loro dissenso rispetto alla collocazione prevista e di indicare contestualmente collocazioni alternative, per rendere credibile il loro sì alla Moschea. Possibilmente sensate, e che non ripercorrano strade di cui si è già verificata l’impraticabilità come il Porto. Altrimenti, tanti no particolari finiscono per equivalere a un no grande e ideologico. Andrea Ranieri, assessore alla Cultura Comune di Genova Qui sotto trovate il documento che il PD Genova sostiene assieme a molte associazioni ed al quale Vi invitiamo ad aderire scrivendo a r.ridella@pdgenova.it Per una civiltà del confronto e della solidarietà

|


Seleziona le notizie per argomento:


|