
18 marzo 2008 Porto
Porto: Mario Tullo, 2007 un anno record di polemiche, colpi di scena e di traffico di merci
Dobbiamo rispettare certamente chi ha scelto di investire il proprio denaro nel porto ma anche chi al porto ha dedicato le proprie scelte di vita e il proprio lavoro e in questi anni ha garantito i successi di traffico

"Le liti tra gli operatori – dichiara Mario Tullo segretario regionale del Pd - e le indagini della procura hanno fatto dimenticare l’andamento positivo del traffico del porto. Ci dimentichiamo spesso che a Genova ormai da 20 anni le navi arrivano e partono, senza mai fermarsi, in un clima di pace sociale che finora ha dimostrato di durare nel tempo. I contenitori e le merci non si imbarcano da soli, ci sono uomini che lavorano per l’operatività e i servizi che muovono le merci; servono tutti: gli agenti, gli spedizionieri, la dogana, la finanza, i piloti, i lavoratori dei terminal e della compagnia portuale". Non possiamo sottovalutare il loro lavoro. Dobbiamo rispettare certamente chi ha scelto di investire il proprio denaro nel porto ma anche chi al Porto ha dedicato le proprie scelte di vita e il proprio lavoro, e in questi anni ha garantito i successi di traffico. "All’interno di questo sistema - continua Tullo - che deve vedere al proprio interno ciascuno svolgere il suo ruolo correttamente e professionalmente sotto il coordinamento e la regia della Autorità Portuale, nessuno deve essere dimenticato. In questi anni il ruolo della Compagnia Unica ha dato continuità e ha garantito operatività, efficienza, flessibilità, pace sociale ed economicità, spesso anche rinunciando a quei livelli retributivi che storicamente i propri lavoratori avevano, accettando talvolta una maggiore flessibilità rispetto ai loro colleghi dei terminal, facendo a meno dello storico “salario garantito”. Qui non voglio discutere delle vicende oggetto di indagine della Magistratura, stiamo aspettando i risultati del lavoro dei magistrati e abbiamo piena fiducia nella Magistratura e nel suo operato. Abbiamo una sola richiesta da fare: il Porto, i genovesi, tutti hanno bisogno che si faccia presto, che i risultati siano forniti nel tempo più breve possibile all’interno delle regole del nostro sistema giudiziario". Non si comprende però nonostante tutti gli aspetti problematici emersi fino ad oggi, delle liti inarrestabili, dei ricorsi infiniti, delle deficienza infrastrutturali, dei clamorosi flop manageriali del Vte, che si parli con insistenza della necessità di cambiare il modello portuale di Genova solo quando si parla della Compagnia. "Si dice che il sistema del Porto di Genova – conclude il segretario ligure del Pd - è vecchio e superato e quindi la Compagnia deve cambiare. In realtà è proprio il modello del porto di Genova che ha mostrato i suoi limiti, con l’eccessiva parcellizzazione dei suoi terminal e che recentemente a Voltri si è letteralmente bloccato. Ma in questo quadro se c’è stato un elemento che ha retto in termini di operatività e flessibilità è stata proprio la Compagnia Unica. Non facciamo inutili polemiche, se il Porto di Genova ha bisogno di ripartire deve cambiare regime regole più chiare, certe e trasparenti per tutti, dalle concessioni, alle tariffe, ai ruoli, alle responsabilità. La Compagnia in questa fase critica è stata e rimane un punto di riferimento. Certamente anche la Compagnia ha bisogno di adeguarsi ad un nuovo modo di operare, ma come conseguenza di un ripensamento generale che possa ridefinire nel suo insieme il modello dell’intero Porto di Genova e di tutti i suoi operatori".

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