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30 giugno 2008
Sicurezza
Sicurezza, no al presidio militare del territorio

I Gruppi consiliari del Comune di Genova del PD e della Nuova Stagione sull’articolo 7 bis “Concorso delle Forze Armate nel controllo del Territorio”


Il prossimo 9 luglio approderà alla Camera per l’approvazione il Decreto Sicurezza. Il tema sicurezza è quanto mai all’ordine del giorno nell’agenda politica e al centro del dibattito fra cittadini e amministratori. Proprio in merito al Decreto Legge n. 92/08 “Misure urgenti in materia di Sicurezza Pubblica” già approvato in Senato, i Gruppi consiliari del Comune di Genova del Partito Democratico e della Nuova Stagione, hanno tenuto in mattinata una conferenza stampa per esprimere valutazioni e proposte, con particolare riferimento all’Articolo 7 bis “Concorso delle Forze Armate nel controllo del Territorio” i cui possibili effetti sono ritenuti particolarmente critici se riferiti alla realtà genovese. Oltre ai consiglieri comunali Pd, Enrico Ivaldi, Sandro Frega, Giampaolo Malatesta e Maria Rosa Biggi, ha portato il suo contributo Roberta Pinotti, in qualità di ministro Ombra della Difesa per il Pd.
roberta pinotti.jpg“La sicurezza è un tema fondamentale e importantissimo. Essere sicuri - ha dichiarato Pinotti - significa essere liberi. Ma le misure adottate da questo Governo sono incongrue oltrechè assurde. Si tratta di risposte apparenti, fondate sull’impatto emotivo e non sulla realtà concreta. Una pura strategia di comunicazione che soffia e alimenta il fuoco dell’insicurezza e della paura percepita dai cittadini. Altrimenti non si spiegherebbero certi provvedimenti: questa manovra è stata approvata in meno di dieci minuti, ebbene la stessa prevede un taglio di 400 milioni per il Ministero dell’Interno. Questo significa non investire sulla sicurezza, che è un tema che su cui i tagli non sono ammissibili”.
L’emendamento, art. 7 bis al decreto, prevede l’utilizzo di 3mila unità fra esercito e carabinieri per garantire la sicurezza pubblica nelle aree metropolitane e densamente popolate.
“La definizione è già di per sé piuttosto nebulosa, considerando che si tratta di un decreto legge d’urgenza, ma vorrei poi sottolineare - spiega la Ministro ombra della Difesa - che un provvedimento del genere non esiste in nessun paese al mondo, è semplicemente assurdo che l’Italia sia controllata dall’esercito e cito solo un motivo: i soldati non hanno questo tipo di professionalità. Se il governo avesse voluto dare risposte concrete, e non puntare emotivamente sull’insofferenza dei cittadini, sarebbe bastato aumentare il budget degli straordinari per le forze dell’ordine, come da tempo richiedono i sindacati. Invece, così facendo, assistiamo a un deprezzamento generale della professionalità e a un utilizzo profondamente sbagliato delle risorse. Le 300 mila forze di polizia di cui disponiamo hanno bisogno di un coordinamento efficace e di sostegno, l’utilizzo dell’esercito non fa che peggiorare la situazione, oltre ai conti. Per non parlare dell’incongruenza del decreto: militarizzare le città per rendere più sicuri i cittadini- e su questo bisognerebbe capire quanto invece la presenza dell’esercito non aumenti la percezione di paura e insicurezza - e allo stesso tempo inserire la norma taglia processi che include anche i reati di microcriminalità, alla base del problema sicurezza”.
La questione sicurezza infatti investe soprattutto il territorio e le amministrazioni locali a cui il cittadino chiede in primis risposte concrete.
malatesta.jpg“In qualità di consiglieri comunali, noi del gruppo Pd e della Nuova Stagione - dichiara Gianpaolo Malatesta - inviteremo la Sindaco a non accettare la proposta di Governo di militarizzare la città, ma al contrario di continuare la politica fin qui attuata con il Patto per Genova Sicura dello scorso anno, siglato dalla Sindaco Vincenzi, il Prefetto, Regione, Provincia e Ministero dell’Interno, e di procedere nel rinforzo delle forze di Polizia. Le misure contenute in questo decreto non vanno in direzione di una maggiore certificazione della pena, sono soltanto propaganda che amplifica una sensazione apparente di sicurezza. Nella nostra città l’utilizzo dell’esercito è inutile, porta alla frammentazione, in un momento in cui, invece, si deve favorire il maggiore coordinamento delle forze dell’ordine che, presidiando il territorio quotidianamente, hanno sia la conoscenza sia la competenza”.
Appuntamento lunedì 7 luglio in Consiglio Comunale per un’apposita commissione Servizi Sociali, convocata dalla Presidente Maria Rosa Biggi: all’ordine del giorno il patto per la sicurezza.
biggi.jpg e solidarietà devono andare di pari passo - afferma la consigliera Biggi - un percorso comune che riesca a conciliare il tema sicurezza con un’altra questione calda, l’immigrazione. Siamo di fronte a un problema strutturale che necessita di politiche ad ampio raggio. La città sicura, una delle linee programmatiche della Sindaco Vincenzi, va proprio in questa direzione, affrontando la questione soprattutto dal punto di visto urbanistico, foriero in passato di notevoli errori e disuguaglianze sociali. Bene per esempio l’abbattimento di una parte della diga a Begato. L’uguaglianza dei cittadini, sia che risiedano a Begato, sia ad Albaro, e le pari opportunità sono un tema fondamentale su cui distinguerci politicamente”.
Il Pacchetto Sicurezza citato dai consiglieri includeva diverse misure volte ad aumentare il controllo delle amministrazioni locali sul territorio: più poteri ai sindaci, inasprimento delle pene, confisca dei beni per la lotta alla mafia. 
sandro frega.jpg“E’ proprio dai territori, i luoghi dove si sviluppa la microcriminalità, che si deve ripartire per costruire una risposta concreta al problema sicurezza - spiega Sandro Frega - perché i fenomeni a cui assistiamo sono di natura diversa, cambiano a seconda del contesto. I Comuni sono un soggetto adatto in grado di creare linee di indirizzo efficaci, al contrario, l’utilizzo dell’esercito non farà che aumentare la percezione di non sicurezza. Chiederemo all’Anci di spingere e di fare pressione sul governo perché ci sia un’ impostazione diversa, che parta direttamente dal territorio. A questo proposito la manifestazione del 20 luglio indetta dalla Sindaco Vincenzi è un’ottima idea: è un modo per rimettere al centro i temi sicurezza e integrazione, ed è anche una risposta concreta e culturale  per far conoscere la dimensione reale del problema. In questo clima di perenne tensione oltre alla concretezza è necessario ricreare una cultura”.
L’esercito fu già impiegato in Sicilia a presidiare il territorio contro la criminalità organizzata, ma si trattava di una situazione particolare.
enrico ivaldi.jpg“Qui non ci troviamo di fronte a operazioni particolari - dice Enrico Ivaldi - ma alla necessità da parte di questo Governo di cavalcare il tema dando risposte a forte impatto visivo-emotivo, ma estemporanee nei fatti. Le azioni di microcriminalità da cui nasce il problema sicurezza sono ben diverse da quelle mafiose ad opera della grossa criminalità. Oggi per un Comune sarebbe molto più utile potenziare le forze di polizia, anche municipale, che hanno un’adeguata conoscenza e possono meglio controllare il territorio. L’esercito non si è mai visto neppure negli anni più bui del terrorismo, e neanche a Genova che ben ha conosciuto quel periodo. Non è certo una soluzione, ma solo una risposta d’immagine, senza sostanza”.